IL TACERE D’UN USIGNOLO

25397ab9e2f6d5df033ad83662dd3bc5

Un pallore stralunato

rafferma

grigi toni del cemento

in cui si muovano

sagome addestrate

a un andar di vita mozzafiato.

Manca stupore

negli occhi sbigottiti

al riflesso

d’uno specchio deformante

ove l’intristire di macchie verdi

e l’aridità di  bocci torti

schiudano esclamazioni

imposte alla gola

da uno spigolare sbieco

di voce

disincantata

al tacere d’un usignolo.

@Silvia De Angelis

11 Comments

  1. Leggo un voler bilanciare quanto la vita ci dona – sia un pennuto o sia un umano, esiste sempre quell’approccio che molto spesso riesce a farci sognare quanto più desideriamo – peccato che non sempre possiamo condividere ogni nostro sentire.

    Piace a 1 persona

  2. Sento come una perdita, una sconfitta, la natura che recede, che viene conquistata e sconfitta dall’avanzata del cemento, dalla diperata rassegnazione e dalla perdita delal capacità di stupirsi. Caplestare il suolo, correre, salire viaggiare nel traffico scendere da autobus e non riuscire a vedere un povero albero che sta soffocando, che resiste, ma che non ha molto tempo prima che l’ultimo signolo canti sui suoi rami. Sono commosso, grazie Silvia per tanta bellezza.

    Piace a 1 persona

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo di WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione /  Modifica )

Google photo

Stai commentando usando il tuo account Google. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione /  Modifica )

Connessione a %s...