METROPOLI

00-new-york-veduta-notturna

Solitaria urbe

nella moltitudine egocentrica

dal fiato violato

e dalla pastosa indifferenza.

Sparge inutile grandine

su marciapiedi di cemento

ossidati da realtà sostitutive

intinte

miseramente

in filtri di scadente ambiguità

@Silvia De Angelis 2020

14 Comments

  1. Mai mi sono sentito così solo come in mezzo a una folla. Queste le sensazioni che ho provato leggendo la tua bellissima poesia. La grande città. ma secondo me anche quelle un po’ meno grandi, è diventata un non-luogo, disaggregando la vita sociale, dove ognuno percorre la propria strada con il suo “entourage” (amici o meno amici) Per fortuna (ma non per tutti) la famiglia (anche se lontana) rimane sempre un piccolo rifugio (certo anche in questo caso non sempre). Ricordo con nostalgia quando in estate palazzi interi scendevano nei campi con le proprie sedie per parlare, ridere e discutere. Poesia bellissima,.

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