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L’INCANTESIMO

In un gelido paese della Transilvania nasce Breasha, erede al trono, d’un reame secolare che ha vissuto lo svolgersi, di svariati conflitti bellici, per il predominio del territorio. I genitori della ragazza hanno provveduto, con molta cura, alla sua educazione, e alla sua istruzione, scegliendo i migliori docenti, per far si che Breasha, diventasse una vera e colta principessa. La ragazza è di carattere allegro, e spesso si trova in difficoltà, a comportarsi in modo “regale” e serioso, infatti questo tipo di atteggiamento è lontano dalla sua ilare indole. Il castello ove vivono i nobili è immerso in un meraviglioso scenario di montagna, spesso imbiancato dalla neve, per le bassissime temperature, tipiche di quei luoghi. La principessa è solita, di tanto in tanto, nei mesi primaverili, a intrattenersi nei vicini boschi, per immedesimarsi nelle meraviglie della natura, che sa offrire scenari di rara bellezza, con lo schiudersi d’essenze di variopinti boccioli. E’ durante una di queste piacevoli escursioni , nel verde, che la ragazza sente un accentuato fruscio di foglie dietro di sé…..si gira ma non vede alcuno. Riprende il suo cammino, e ha l’impressione di essere seguita. Si gira di scatto, e osserva dietro di lei, un ragazzo slanciato, dalla pelle chiarissima. Breasha senza spaventarsi, chiede al giovane, chi sia , e cosa faccia, in quella zona ,di proprietà dei reali. Senza scomporsi, l’individuo si presenta, il suo nome è Vasile e dice di essersi allontanato dal gruppo, durante una battuta di caccia, e di aver proseguito il cammino, per la bellezza di quell’ambiente verde e rigoglioso. Inizia fra i due ragazzi una piacevole, e spontanea conversazione, come se si fossero conosciuti da sempre. Breasha si rende conto, a un certo punto, di dover rientrare al castello, quindi tronca il dialogo e si affretta a tornare alla reggia. A tavola, durante il pranzo racconta a papà Ioan e mamma Demi, dell’incontro avvenuto nel bosco ed i reali, molto accorti, raccomandano, alla donna, di fare attenzione, e di non dare troppa confidenza, allo sconosciuto, se avesse dovuto rincontrarlo. Prima di addormentarsi la principessa pensa insistentemente al giovane Vasile, come se si sentisse attratta da un fascino misterioso, che la coinvolge, nel pensiero della sera. E’ durante la notte che Breasha si sente attirata da una forza oscura, che sembra toglierle il respiro, mentre intravede, accanto al letto, una sagoma dal volto orrendo, dedita, quasi, ad azzannarla…è dopo un forte grido della ragazza, che accorre il re, temendo che la figlia fosse stata, in qualche modo aggredita, ma si rende conto, che la sua erede, è stata vittima di un brutto sogno, e dopo qualche carezza, e parola dolce, la ragazza si tranquillizza e si addomenta. Avvengono, nei giorni a seguire, altri incontri della principessa con Vasile, sempre più intensi….e il legame fra i due giovani si fortifica, anche se Breasha quando si avvicina a lui ha l’impressione, che il ragazzo, emani un’inspiegabile forza magnetica, che la spaventa…. A corte è in preparazione un ballo mascherato, cui parteciperanno molti invitati, e Breasha indosserà un magnifico abito da dama del ‘700, ricamato, per lei, da abili mani. La ragazza è emozionatissima, e aspetta con ansia di fare il suo ingresso nel gran salone adibito all’evento, per ballare con qualche fascinoso cavaliere, che la inviterà in una sontuosa danza. Si fa avanti un baldo giovine, mascherato da vampiro, che, con grazia, la invita a ballare. La donna, affascinata dal fisico prestante del ragazzo, concede il ballo, e scambiando qualche parola col cavaliere, riconosce, in lui, la voce di Vasile. I due “amici” trascorrono insieme vari momenti, della serata, e verso la mezzanotte, raggiungono la veranda, dalla quale s’intravede, un magnifico panorama montano. La conversazione è brillante e Breasha, molto rilassata, chiede al ragazzo di scansare dal volto, la maschera da vampiro…..ma haimè, Vasile, con inquietudine, dice di non poterlo fare, perché quello è il suo vero volto. La principessa, non riesce a credere a quella terrificante affermazione….,e sconvolta, scappa nella sua residenza privata. Trascorrono molti giorni, e Breasha non riesce a darsi pace, perché le manca tantissimo la compagnia di Vasile, ma è sconvolta dalla sua originaria natura. In un’altra sua uscita nel bosco, incontra di nuovo il ragazzo, che ormai non nasconde più il suo aspetto, nella speranza che la ragazza, lo accetti, per quello che è veramente…ma Breasha prova quasi un senso di repulsione, che non riesce a nascondere. Non sapendo più cosa fare, la ragazza decide di rivolgersi alla chiromante di corte, per vedere se almeno lei potrà darle, qualche indicazione utile, su come poter proseguire una frequentazione accettabile con Vasile. L’anziana signora osserva molto attentamente la mano della principessa, e dopo aver valutato l’intreccio delle linee si pronuncia così : una soluzione al problema esiste. Venendo a conoscenza della data di nascita del ragazzo, al compimento del suo ventunesimo compleanno, prima dello scadere della mezzanotte dovrai formulare un incantesimo. Breasha tiene a mente ogni cosa le abbia detto la chiromante, e il giorno dopo, viene a sapere dal ragazzo, che fra pochi giorni compirà il fatidico compleanno. Senza perdere tempo, la ragazza mette al corrente Vasile degli ultimi eventi, cercando anche di organizzare un incontro serale, per poter effettuare il rito, che le è stato suggerito. Infatti la sera “incriminata”, Breasha invita il ragazzo in una cripta silenziosa, ove poter effettuare l’incantesimo . Prende una candela rossa accesa, scrive su un foglio il nome Vasile, lo piega in due e lo brucia, recitando le seguenti parole : “Stelle amate di lassù., è forte la storia d’amore, scacciate il male, un candido volto donate”. Poi la ragazza scappa di corsa, per gettare in un fiume il foglietto bruciato. Al suo ritorno, il dolore è forte, Vasile non è cambiato, il suo volto, è rimasto invariato, ed è visibilmente sconvolto. Le lacrime solcano il viso di Brasha, che decide di troncare del tutto la sua sentita amicizia con il ragazzo. Trascorre svariato tempo, e la principessa, sebbene immalinconita per la perdita della piacevole compagnia di Vasile, cerca di riorganizzare al meglio la sua vita. Infatti inizia a seguire delle lezioni di danza classica. Riprende poi, le sue verdi passeggiate nel bosco e, in un giovedì di primavera, vede un giovane andarle incontro gioioso…..non crede ai suoi occhi…è Vasile, con uno splendido aspetto….il suo viso è liscio! La donna incredula, vuole accarezzare l’incarnato del giovane, e la consistenza della pelle, è di una incredibile morbidezza. Le narra Vasile, che, leggendo un vecchio testo di magia, aveva appreso, che dopo aver gettato il foglietto con la formula magica nel fiume, doveva specchiarsi in esso, fin quando, l’irruenza dell’acqua, non fosse diventata flebile, e lui si era premurato di farlo, perdendo, per sempre, la sembianza di vampiro. Breasha, lo fissa negli occhi, allontanandosi da lui…..un nobile danzatore atletico, la attende nella piazza del paese, per entusiasmarla con i suoi occhi verde mare…..

@Silvia De Angelis 2021

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OLTRE LE COSE

Faticose tolleranze

nel dì pesante

affranto dall’incarnazione

di logore stagioni.

L’attimo deluso

accosta sguardi sbiaditi

al confine d’emozioni

rammendate a forza

in un limbo disuguale

mentre sperona

con presunzione

uno spiaggiato

comodato d’uso

oltre le cose

in labile misura….

@Silvia De Angelis 2020

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NEI DINTORNI DELLA MEMORIA FEMMINILE

Una sensibilità spiccata e una visione oltremodo ampliata del percorso di vita, sono doti che caratterizzano la personalità femminile, dandole la possibilità, attraverso anche una genetica fisica di notevole portata, di rendere rilevanti, le mansioni della memoria, nel suo arco esistenziale.

Un’attenta cura nelle manifestazioni che man mano accadono nel viavai del tempo, permettono alla donna di focalizzarne, con attenzione, il significato, analizzando ogni sfumatura che si è resa consona ad un evento e che ne ha corredato la struttura, rendendola assai eloquente nel messaggio mentale.

L’insieme di quei concetti, strutturati nell’andare delle stagioni, hanno impresso, nell’intelletto femmineo, transiti essenziali che lascerebbero individuare l’atteggiamento più razionale da seguire, a seconda dell’impatto che hanno posato, in lei, i ricordi vissuti.

Reminiscenze sfocate, o precise, di avvenimenti che in qualche modo hanno segnato una tappa nell’immaginoso, rendendola suscettibile alla sua registrazione, e in quel caso, l’esperienza acquisita, permettano all’indole, d’affrontare il fatto con una dinamica più positiva e vantaggiosa per l’ego.

L’ego femminile, infatti, è in grado di iscrivere, con particolare cura, i fatti salienti della vita, soprattutto quelli inerenti la sfera emotiva, assai accentuata, probabilmente perché compito della donna è di essere, fra l’altro, una madre attenta alle esigenze più peculiari della sua prole.

Inoltre ella vive il sentimento d’amore in modo totalitario, carente d’egoismo, per cui nel suo limbo ideale questo trasporto d’emotività, spiccata, si articola nelle forme più svariate e intense.

Anche la depressione, caratteristica talvolta di menti femminili, si può considerare  una forma di decadimento della memoria, che ha perso la sua verve e la sua vitalità,  mettendo così da parte, il ricordo di felici circostanze, intinte nella parabola del vissuto, per precipitare in una dimensione di buio, nella quale è assai complicato ritrovare uno spiraglio di luminosità.

Particolare creatività e disinvoltura nello svolgere contemporaneamente più di una mansione alla volta, rendono assai efficace l’associazione di idee nella donna, sempre pronta a rimettersi in discussione nelle contingenze del momento, che si rifanno, spesso, a ricordanze del passato.

Molte menti femminili sono dotate di ecletticità, virtù di rilievo, nella quale la memoria ha un ruolo essenziale, per la sua capacità di dettare, in contemporanea, nozioni variegate, celate nei meandri più segreti del cervello e che permettono all’interessata di sbizzarrirsi in settori artistici, ma anche in azioni quotidiane, molto diverse tra loro.

Si può rilevare quindi, la peculiarità e gradevolezza nella scrittura delle donne, resa davvero considerevole per quell’assaggio profondo, di apparenze e simboli, accantonati nella ragione e arricchiti, di quella speciale mimica, che sappia donare un effetto imperante al lettore.

Si può citare, ad esempio, a cento anni dalla sua nascita, la scrittrice  e sceneggiatrice Marguerite Dumas, dotata di personalità inquieta, estrosa ed anticonformista, vissuta nel culto della libertà, intinta nella scrittura e arte cinematografica, strettamente connesse tra loro, tanto da identificarsi.

Anche se è difficile comprendere il concetto di mente, perché racchiude in sé una serie infinita di astrazioni, è più semplice raffermare il pensiero di memoria, perché nella sua crescita permetta di definire, a linee decise, la sagoma di una personalità e “di più”  tutta al femminile…..

@Silvia De Angelis

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VITE PASSATE

Quella sera Giorgia era stanchissima e non vedeva l’ora di coricarsi per dimenticare tutti i disagi della giornata e rilassarsi in un bel sonno lungo e tranquillo.

Infatti appena giunta nel suo miniappartamento, tolti tutti gli indumenti del giorno, carichi di quell’elettricità che l’aveva accompagnata nelle ore trascorse, fa una doccia caldissima e ristoratrice, per poi tuffarsi a letto..

Un letto fresco e accogliente in cui disperdere emozioni negative e ritrovare quella pace interiore necessaria a ricaricarsi…

Arrivano le prime immagini ipnagogiche nella mente, premonitrici del sonno vero e proprio, e finalmente Giorgia precipita in un vero e proprio letargo notturno.

Immagini colorate e situazioni irreali la immergono in un immaginoso fantastico in cui tutto diventa possibile anche le situazioni che ha vissuto nel vero, modificate a suo piacimento.

Ma ecco ,nel mezzo della notte, farsi forte un rumore assordante, che sveglia di soprassalto la ragazza….spaventata e ancora insonnolita. Giorgia, cerca di capire da dove provenga quello enorme frastuono e dopo aver acceso la luce e aver indossato una vestaglia, inizia a girare per casa e a guardarsi intorno e si accorge, stupita, che il vecchio orologio di famiglia, vibrando, procura quel rumore assordante. Avvicinatasi all’oggetto lo sfiora con le mani ed ecco materializzarsi una figura sfumata d’uomo, che con voce importante,  dice quanto ci sia voluto  per poter attirare l’attenzione della donna. Sbigottita Giorgia e molto timorosa, chiede allo enigmatico personaggio, chi sia e perché si trovi in quell’appartamento.

Mi chiamo Edoardo,  sono un tuo antenato  e ho voluto parlare con te perchè so che in questo momento la tua vita è complicata e hai bisogno di qualcuno che ti stia molto vicino…la ragazza è ancora più sbalordita  e chiede a quella misteriosa presenza come faccia a sapere tanto.

Edoardo si presenta, con molta semplicità, e dice di aver camminato sempre in silenzio nei dintorni della vita della ragazza e di voler partecipare affettivamente all’esistenza che le si propone .

Giorgia pensa di vivere un sogno e si scuote un pochino per cercare di svegliarsi, ma inutilmente la realtà che la circonda rimane inequivocabilmente la stessa.

Senza perdersi d’animo inizia a leggere un libro, cercando di arrivare, all’alba, e sperando, fra sé che quell’incubo abbia fine.

Al mattino si veste frettolosamente, mettendo da parte qualsiasi pensiero che le procuri ansia e finalmente, fuori casa, cerca di respirare profondamente e stare tranquilla…ma improvvisamente inciampa, in un marciapiedi scomposto, e avverte una forza esterna che l’aiuta a rialzarsi e la proietta in una dimensione diversa …. del passato, forse primo novecento, ove Giorgia, stranamente, si sente veramente a suo agio e reinterpreta una sua vita precedente, della quale, inconsciamente aveva sempre sentito la mancanza…

Edoardo l’avvicina con dolcezza, offrendole un bouquet di fiori variopinti, che disperdono nell’aria un profumo d’amore….

@Silvia De  Angelis 2021

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RUPE LOQUACE

Occhi in vertigine

nella memoria mediatrice

d’un vincolo

che accendeva un bagliore.

Attesa d’un fotogramma d’amore

nella via desolata

ma d’ascolto raddolcito

poesia d’un peccato.

Rossi fuochi

s’incarnano in gelidi enigmi

ove la vita balbetta basita

su premature ceneri

nell’anfratto introvabile

di rupe loquace…

@Silvia De Angelis 2021

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LA PREVISIONE

Ha appena salutato il suo ragazzo, Sabrina, e si reca a casa perché all’indomani ha una giornata molto faticosa.

Finalmente si corica, e cerca di svuotare la mente dalle varie preoccupazioni della vita, per provare ad addormentarsi presto.

Improvvisamente, il buio della sera, viene interrotto dal una luce fortissima, che si staglia sulla finestra, della stanza della ragazza. Sbigottita, e anche impressionata Sabrina si alza velocemente, cercando di capire da dove provenga quel faro abbagliante…prima che si renda effettivamente di quanto stia succedendo, inizia ad ascoltare una voce metallica che le dice, di essere stata prescelta, per un’osservazione della sua persona sul pianeta  Oibaf e quindi dovrà prepararsi quanto prima per affrontare il viaggio, in astronave, onde raggiungere la nuova meta.

La ragazza pensa che stia sognando, e si stropiccia, a forza, gli occhi per cercare di destarsi, ma la voce del suo interlocutore, con tono perentorio, le impone di camminare sul flusso della luce, per poter partire alla volta di Oibaf.

In men che non si dica Sabrina si trova a bordo d’un veicolo supersonico, e velocissimo, che si dirige alla volta del luogo prestabilito. A bordo della navicella si muovono dei robot, che hanno il pieno comando dei veicolo. I robot, con voce decisa, cercano di tranquillizzare la donna, promettendole che all’arrivo a destinazione, si troverà a suo agio nel loro mondo.

La velocità dell’astronave inizia a diminuire, e dai suoi oblò,  la nostra protagonista intravede un paesaggio colorato, e molto invitante, per le sfumature che riserva, allo sguardo, molto incuriosito.

Una donna eccentrica d’aspetto, non proprio umano, la accoglie al suo arrivo, e l’accompagna in quella che sarà la sua dimora.

Sabrina chiede delle spiegazioni, intimorita, e Aifa (questo è il nome della donna) le spiega che occorrerà che si realizzi una profezia, tramandata dagli avi, che prevede che un essere umano, si congiunga con un individuo della loro specie, per generare un figlio speciale che dovrà regnare sulla loro terra.

La ragazza impaurita cerca di scappare….ma si rende conto che non ci sono molte vie d’uscita. Allora finge di prestarsi alla situazione e chiede di conoscere quello che sarà il suo partner.

Eccolo Ocram… il futuro compagno di Sabrina… si fa avanti baldanzoso, sfiorando la mano della ragazza e cingendola con un delicato abbraccio.

Sabrina vorrebbe essere furiosa, ma in realtà la dolcezza di quel delicato approccio con Ocram, l’ha lusingata molto e, fra sé, desidera conoscerlo più a fondo. Infatti dopo poco tempo si trova in un alloggio con lui ed è sempre più ammaliata dal fare di quell’essere così diverso, ma così stranamente amabile.

Mentre si lascia andare alle carezze del partner, viene improvvisamente tramortita da un corpo contundente e perde i sensi.

Dopo giorni di cure, Sabrina riprende conoscenza, e le è reso noto che  Aloa, una donna innamorata di Ocram, la aveva colpita per gelosia. Quindi starà a Sabrina  decidere se punire l’avversaria, con la morte, o con un trasferimento in una galassia buia.

La nostra ragazza, nel frattempo, si meraviglia sempre più del desiderio inconscio di stare vicino ad Ocram e di accarezzarlo ovunque.

Ocram la cerca, e col suo fare, molto suadente, l’avvicina a sé, facendole capire di volerla amare completamente.

Sabrina cede alle richieste di Ocram, e non sa spiegarsi come  sia  potuto avvenire tutto questo cambiamento di vita in lei…. ma, in un flash inaspettato,  ricorda di una previsione stranissima che le aveva fatto da piccola la nonna….che ora intravede, gioiosa, in un cielo stellato…..

@Silvia De Angelis 2021

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Gioielli Rubati 134: Ginevra DellaNotte – Silvia De Angelis – Mariangela Ruggiu – Maria Natalia Iiriti – Roberto Ingle – Andrea Magno – Elvio Cipollone – Franz Poeta.

still life in chiaroscuro: opened antique book, a swan feather and a red rose in a vase

Posted on

Questo numero della rubrica è visibile anche qui:
https://ilmondodibabajaga.wordpress.com/
ringrazio Daniela Cerrato per la gentile, amichevole, collaborazione.

sorreggimi
prima che l’albume della memoria precipiti
nelle fogne
fa che dorma quel sonno promesso sull’orlo
della mano
accarezza ginocchia dalla testa china
che aprono la volta al cielo
espirando rosari gaudiosi
chi ricorda che una donna è nata bambina?
suturAmi l’aria che non respiro
suturAmi bocca al reato
suturAmi l’ala caduta di fianco
sutura – rami – ami
voglio addormentarmi
con il cuore imbastito

di Ginevra DellaNotte, qui:
https://www.facebook.com/ginevra.dellanotte.1

*

Tocco di fioretto

Su un’iperbole di nubi assorte
si muovono
in una realtà quasi sconcertante
le parole.
Assemblaggio di sillabe
forse
scontate
ma in grado di decodificare
impatti essenziale.
S’adagiano sul castello della mente
attenta al taglio colloquiale
e al suono allusivo
ma pronta al fine
a gestire un tocco di fioretto.

di Silvia De Angelis, qui:
http://silviadeangelis.scrivere.info/index.php?poesia=498057&fbclid=IwAR1VVtbxujht-aQxXZ6ML9O4cviPZlMfaFxWXFM23NNql3duIDcO1ZNn4-g

*

sono straniero in questo mondo
dove tutti parlano una lingua diversa

come se fossi fuori posto mi guardano
mi controllano sotto i vestiti
il colore del sesso le iniziali incise

io non li conosco eppure hanno la mia stessa forma

chi mi ha fatto in questa colpa
chi mi ha chiuso in questa gabbia
chi scrive la legge sa dell’inganno

ho un corpo perfetto
ho un cuore perfetto
un desiderio d’amore

chi scrive la legge ha fatto l’inganno
così mi inchioda al suo errore
io che dell’amore non conosco la forma
non conosco la legge

io che rispondo al progetto
del pensiero perfetto di dio

di Mariangela Ruggiu, qui:
https://www.facebook.com/mariangela.ruggiu

*

Il mare che dovrai attraversare

Ho tre poesie da leggerti stasera
la prima è nella menta
che rinfresca il tuo ricordo.
La seconda nel mare
che dovrai attraversare.
Conserva tra le labbra il ruvido ricordo del miele:
ti aiuterà a proteggere dal sale le tue parole
e a rimuovere la rabbia
che colpirà gli scogli.
Diventeranno livide le tue labbra
come i petali di una rosa rara.
E sulla tua fronte
chicchi acerbi di sudore,
lacrime che non vogliono scendere,
ma salgono per ricordare le ragioni del viaggio.
Questa poesia, amore, profuma di mare.
quello che abbiamo conosciuto da piccoli
sulle barche di legno disposte in processione.
La verità non è nel mare
ma nel sale, che trasforma i pensieri
nelle decisioni di partire.
Lacrime e sudore si contendono il sale,
il viaggio
la fatica,
l’amore.
Immagina, fra le tue labbra,
il timido sapore dei miei baci,
forti, come il morso dell’onda.
Ti aiuterà a sopportare il mal di mare
che procura la nostalgia e il dubbio di restare.
E quando sarai esausto
di lottare coi fantasmi della ragione
e contro i mulini a vento della sopportazione
imparerai a memoria i racconti dei compagni di sventura.
Il mare, di notte, incontrerà la costa,
nella cronaca di un destino anteriore.
Non confondere le luci della piccola città
con le stelle che guidano i tuoi passi verso il tuo cammino.
Fa che il viaggio sia forte,
conservane la speranza e la memoria,
in attesa di altri mari da attraversare,
altro sale da inghiottire.
Ho tre poesie
da leggerti stasera.
La prima sa di menta.
La seconda di mare.
La terza di te.

di Maria Natalia Iiriti, qui:
https://www.facebook.com/profile.php?id=100006446444907

*

IL CAMALEONTE

Dopo la tempesta torna sempre il sereno.
Il camaleonte
s’imbarazza e confonde quando si posa sull’arcobaleno.
Siamo mutevoli.
Sognatori seriali.
Esploriamo abissi
penetriamo anime e fondali.
Cambiamo pelle e voce
poi alla fine
si muore tutti in croce.

di Roberto Ingle, qui:
https://www.facebook.com/roberto.ingle

*

UNA GABBIA

Accompagnando memoria
lungo questa strada
nessuna nostalgia di me,
sono onda
che il vento sospinge
nel reticolo relazionale
del paradosso del tempo,
una convenzione,
dove ho nascosto
– tra una lacrima e un sorriso –
parole su parole,
al sole che non riscalda,
non ho pace
per il tempo che non vedo
dal mio angolo cieco,
una dissonanza,
avevo scritto il futuro,
ma
non so più dove andare.

Di Andrea Magno, qui:
https://www.facebook.com/andrea.magno.7587

*

Scarpe di tela

Nel vento secco di polvere e fieno
l’ombra indecisa d’un salice nano
le palizzate di filo spinato
e l’implacabile sole montano.

Una ragazza distesa sull’erba
attende l’uomo che le dorma al fianco
non ha regali se non un sorriso
donato con grazia e senza imbarazzo.

Avevo un’amica sull’alto piano
andavamo in giro coi piedi scalzi
ed era bello sbucar tra le canne,

ora che il tempo l’ha tutte piegate
vorrei coricarmi infine sull’erba
solo – al ricordo d’una notte acerba.

di Elvio Cipollone, qui:
https://wordpress.com/read/feeds/1124318/posts/2631810393

*

Où la neige devient feu?

Le note dolcemente inconsuete
portano via gli ultimi demoni.

In un oceano di stelle
salpano mesti gli argonauti
nelle scialuppe di legno e spago.
In una movenza di onde
cola a picco il gran veliero,
si inabissa l’isola del tesoro,
urtando in un frastuno d’ali
le labili speranze dei sognatori.

Siamo in credibili coincidenze.

Il sole sorge fra le valli e le vette,
attraversando i boschi e le radure
sui sottili fili d’erba della pianura
e fin dentro le grotte d’oro e diamanti.

Siamo sempre motivo e mai causa.

Viviamo fra le pieghe d’un incanto,
uno stato d’animo immaginario,
un riflesso su uno specchio d’acqua,
l’artificioso lamento creato dal vento,
come giocolieri su trapezi d’argento,
fino alle ultime carezze dell’alba.

(Portiamo sprovveduti schiocchi di risa, sugli istanti lievi, e, sui grevi.)

di Franz Poeta, qui:
https://franzpoeta.wordpress.com/2020/10/18/ou-la-neige-devient-feu/

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IL CANTO DELLA LUNA

Marco Bassi è con Silvia De Angelis.Amministratore · ·Dedica a Silvia De Angelis@L’amministrazione🌹

Ringrazio l’autore Marco Bassi del gruppo facebook “MUSICALITA’ ED ESPRESSIONI DELL’ANIMA” per avermi dedicato questo tag , riguardante la mia poesia “IL CANTO DELLA LUNA” 6 MARZO 2021

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RESPIRANDO LA VITA

Nel filo labile posato su passi assorti

incanti e disincanti

fan leva sul mio profondo

marcando la levità dell’asse

che stenti d’equilibrio

nell’enfasi di un’overdose

Nei chiaroscuri e ridondanze d’ombre soffuse

s’intrecciano fosche accentuazioni

di realtà fumose o cangianti

colorano di rosso

il magma disciolto nel vento che mi sfiora

S’ accentuano i suoni della vita

inebriando uno strabiliante vuoto d’aria

nella possenza

d’un soffio d’agave inviolato

fra le mani a respirare…

@Silvia De Angelis 2011

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A N D A R E

Quel trasmigrare d’emozioni che va e viene e si riflette sui miei pensieri del giorno,

ha una notevole influenza sulle mie decisioni….infatti è incredibile quanta importanza

abbia “quel cumulo” di vissuto d’amore sull’espressione momentanea della mia vita…

Mi fa essere di vedute ampliate e mi forgia di particolare dolcezza nei confronti del

 contorno, anche se, in passato,  qualche evento sgradevole ha oscurato giorni di sole…

L’amore è imprevedibile e talvolta sembra decidere lui per noi, con i suoi colpi di testa

e i suoi impulsi irrevocabili,  ai quali non possiamo fare a meno di star dietro…

Ci prende di sorpresa con la sua irresistibile elettricità, per condurci in una dimensione illusoria

e irreale,  che ci blinda fortemente per un periodo imprecisato, fino a liberarci gradualmente

della sua morsa, facendo sbollire il suo ardore e costringendoci a ritrovare noi stessi,

forse un po’ sfibrati, ma pronti a rimetterci in discussione in un andare diverso e innovativo…

si perché ogni evento che viviamo ha un inizio e un termine e non possiamo sottrarci a

questa oggettività, che dà un senso delineato al nostro essere, nato per rigenerarsi e muoversi in continuazione…

@Silvia DeAngelis 2012

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NOSTALGICO LASCITO

Si piega d’obliquo

il volere d’un lascito nostalgico

all’esito d’un contrasto

abbarbicato

al ciglio d’un pensiero in discesa.

Orme ferite

dietro pietre levigate

confondono l’incostanza d’un respiro

all’approdo laterale della sera.

L’occulto paesaggio di nebbia

portatore di sogni

spegne il ripetersi d’ogni timore

infrangibile come non mai

aggiungendo metafore compiute

all’orbita insoluta d’un giro di luna….

@Silvia De Angelis 2020

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DENTRO IL SOGNO

Ognuno di noi ha dei desideri nascosti, che non sempre riesce a realizzare in una realtà, spesso ostica e complicata, che sa trasmettere messaggi complessi e di poco aiuto alla mente.

Il nostro inconscio, sempre molto attivo, non si dà per vinto, e nell’arco della notte, fa in modo che noi possiamo vivere delle situazioni speciali, al di fuori del giorno.

Effettivamente gli episodi in cui “incappiamo” nella notte sono complicatissimi, e colmi di difficoltà, e sembrano volerci dimostrare, quanto dobbiamo lottare per ottenere un risultato che ci stia molto a cuore.

Gli scenari, nel sogno, sono ambigui, e anche i colori sfumati o accesissimi, e spesso ci muoviamo con particolare difficoltà in situazioni grottesche, o senza una logica delineata, che poi dovremo cercare di definire da svegli, per comprendere, più a fondo, il significato e il messaggio di quell’episodio notturno.

Credo siano molto importanti i sogni, infatti anche il nostro umore dell’alba, paia essere influenzato “dalle avventure” che viviamo durante la tenebra, del tutto incoscienti d’una “concretezza astratta”, che però, in qualche modo ci condiziona…

Talvoltà incontriamo  i nostri cari angeli, nella notte, e ci illudiamo che siano loro a volerci apparire, trasmettendoci qualche essenziale messaggio….ma poi ci rendiamo conto dello illusorio inganno notturno, anche se ci ha reso felici, per un attimo, rivedere quelle persone che tacciono, ormai, per sempre.

Indubbiamente il mondo irreale della notte racchiude un fascino particolare e tutto inizia dal pensiero che lentamente sfuma, trasformandosi in piccole immagini ipnagogiche, che ci condurranno in scenari più ampi ed enigmatici in cui vivere una realtà d’universo….

@Silvia De Angelis 2019

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NEI PRESSI DEL CORPO

E’ qui dietro l’angolo

l’espansione d’un suono.

Si fa fugace volto

non manifestando la sembianza tutta.

Provoca

l’essenza

dispersa altrove

una accostare nudo

alla sensitività della pelle.

E’ verità consona

d’approccio simbolico

a carezza mentale d’un gemito

zampillante quasi

nella tracimazione d’un istante

che osi rivelarsi

nei pressi del corpo…

@Silvia De Angelis 2020

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O S V A L D O


E’ una sera qualunque e le sovrastrutture della giornata fanno il loro gioco nella mente, facendola soffermare sulle varie incombenze, che si sono portate a termine, e i particolari non ancora conclusi…insomma il solito canovaccio del quotidiano….

Il riflesso di luce, che arriva di sbieco dalla finestra, trasmette un imput gioioso, che dà adito alla crescita di nuove idee da mettere in pratica nell’arco delle ore a venire..

Ma ecco, inaspettatamente, mentre controllo la corrispondenza del giorno, che una busta dalla forma insolita e dal cartaceo anticato, colpisce la mia attenzione. La scrittura non è rotondeggiante, ma a tratti piuttosto rigidi….finalmente riesco a leggere il contenuto dell’affascinante missiva.

Si tratta dell’ invito, di un fantomatico corteggiatore, ad un coctail di beneficienza….

Inizio una faticosa ricerca nei meandri della memoria, ma non riesco a ricordare, fra le mie conoscenze qualcuno che si chiami Osvaldo.

Penso che si tratti di uno scherzo, o di un errore….ma e  non è possibile perché il nome e l’indirizzo, riportati sulla lettera, sono inequivocabilmente precisi, si riferiscono proprio alla  mia persona…

Tra l’altro Osvaldo si rivolge a me  con toni assai garbati, direi da vero gentiluomo, cosa assai rara, in tempi come questi, ove sono tutti sbrigativi e molto poco intriganti…

Non perdo l’occasione per cominciare a sognare che Osvaldo sia un nobile, residente in un castello tramandato, e nel fascino d’uno scenario autunnale, ospiti delle persone speciali, nella sua residenza  per mettere all’asta delle antichità di famiglia e narrare agli ospiti l’avvincente storia dei suoi antenati…

Comincio già a pensare a quale sarà il mio abbigliamento per quel giorno…certamente romantico, per essere intonata ad un’atmosfera, forse medioevale, e provo un abito che sarà perfetto per l’occasione.

Il tempo sembra togliere respiri alle giornate, trascorrendo velocissimo, fino alla data del fatidico incontro…

Aziono, nella mia piccola autovettura, il navigatore satellitare per giungere alla meta senza problemi, e sono visibilmente emozionata, e pronta, a vivere questa avventura, inedita, propostami dalla vita…

Ma a metà del percorso il mio veicolo inizia a fare i capricci, finchè, inesorabilmente, arresta la sua corsa…scendo dalla macchina, piuttosto adirata e mettendo un piede in fallo, cado in una buca  sottostante, colma di fango….non ci posso credere, il vestito si è tutto stropicciato e macchiato e ora sono davvero impresentabile e in panne!

Improvvisamente sento dei rumori, che si fanno sempre più densi…sono dei passi decisi … intravedo la sagoma precisa di una persona che si avvicina a me….sorridendo mi porge la mano e mi aiuta a tirarmi su, poi con voce suadente mi ricorda che ogni evento che accada, ha un suo preciso significato e soprattutto che non bisogna mai eccedere nell’intensità d’un desiderio, perché in quel caso la nostra ferrea volontà metterà in azioni delle energie opposte, che si interporranno,  fra l’urgenza dell’evento,  e la sua realtà, creando delle complicazioni….

Mi soffermo col pensiero su questo ragionamento e nel frattempo sento una forte strattonata sul braccio….è mio figlio….. mi ricorda che abbiamo un appuntamento e mi sono assopita sul divano…

Ci rechiamo all’ufficio immobiliare per trattare la vendita d’un appartamento e la persona che ce lo propone stranamente si chiama Osvaldo!

@Silvia De Angelis 2013

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TALISMANO D’AMAREZZA

S’appressa

un talismano d’amarezza

in quel tempo contratto

nello sguardo lucido.

Sconfinate mete lontane

rammendano impasti del presente

ove singulti zoppicanti

segnano un passo

intessuto di luce tremolante

e dissuadenti venature.

Solo una bocca di tuono

sollecita un’armonia di vetro

nel riflesso d’un soffio di cielo

rimasto adeguato

nello strappo amaranto

d’un viaggio mentale

@Silvia De Angelis 2020

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LA FONTANA

E’ in un gelido giorno d’inverno che Marianna, vista dalla finestra la coltre di neve che copre le strade, si imbacucca dalla testa ai piedi, perché è una ragazza molto freddolosa.

Deve compiere molta strada a piedi, prima di raggiungere la tipografia, ove trascorre molte ore della giornata, per guadagnarsi da vivere.

A un certo punto del cammino non può fare a meno di fermarsi di fronte a una fontana, disposta a metà del tragitto, perché stranamente sente il gorgoglio dell’acqua, nonostante il ghiaccio abbia preso il sopravvento ovunque….

Incuriosita si avvicina alla conca della sorgente e si sente stranamente attratta da essa, anche perché sembra essere cessato quell’incredibile morso di freddo della giornata, superato da una temperatura accattivante.

Sempre più sbalordita la ragazza prova a toccare l’acqua e come, in un lontano eco, ode un sussurro che le mormora di conoscerla bene e che vorrebbe riavvicinarsi a lei.

Marianna stupita, ha una attimo di paura, e anche di incertezza….non sa se sta sognano, o vivendo una Incredibile realtà, che la trova del tutto impreparata.

La voce, sempre più insistente narra di essere la sua gemella, che non è riuscita a venire alla luce, ma che vorrebbe reincarnarsi, naturalmente con l’aiuto della sorella, che dovrebbe portare dei pesci rossi nella fontana, viventi, nonostante il gelo…                                             

La ragazza è molto titubante, e senza rispondere, riprende il cammino per recarsi al lavoro, anche se per tutto il tempo pensa a quanto accadutole…

Sarebbe bello avere una sorella coetanea, con la quale trascorrere bei momenti…questo è ciò che frulla nella mente della donna, e nello stesso tempo, come fare a non far morire dei pesci nell’acqua gelida…..

Marianna sceglie dei pesci di taglia media, in un acquario della sua città, e con molta precauzione li porta a casa, cercando di studiare delle soluzioni valide per risolvere la problematica che dovrà affrontare…

Durante la notte sogna che una fanciulla, scolpita nella fontana, prende vita e l’abbraccia, mentre i pesci, che la ragazza ha portato, iniziano a riprodursi riempendo la conca….

Al mattino, decisa a voler definire la questione, la nostra protagonista si avvia alla fontana, ma nonostante si guardi minuziosamente intorno, la stessa è scomparsa…..La ragazza si informa per sapere se sono stati fatti dei cambiamenti in quella zona, ma le viene riferito di no.

Nel frattempo il contenitore dei pesci, che la Marianna aveva con sé è scomparso stranamente…..

La ragazza è smarrita…quando  improvvisamente, si sente afferrata per un braccio, e vede la sorella che le sorride e le spiega che è stata proiettata indietro, nel tempo, e la sua tenacia, e buona volontà,la hanno riportato in vita. Lei le sarà sempre riconoscente per il resto dei suoi giorni e farà di tutto per meritare il suo affetto…

@Silvia De Angelis 2020

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A V O L T E

Talvolta non ci rendiamo ne anche conto, di quanto possa influire, il nostro stato d’animo, sull’andamento d’una conversazione a due.

Infatti se siamo distesi e ben pensanti, saremo molto vicini, mentalmente, al nostro interlocutore, assecondandolo, con positività su qualsiasi tipo di argomento egli voglia parlare. E anche se non siamo completamente d’accordo, sulle sue affermazioni, ci mostreremmo soddisfatti dei suoi punti di vista, che troveremmo creativi e interessanti.

Tutto cambia se quando intraprendiamo un colloquio qualsiasi, siamo di pessimo umore. Il nostro nervosismo, si rifletterà immancabilmente in quel dialogo, trovandoci polemici e maldisposti verso la persona con cui stiamo parlando.

E’ incredibile quanto la nostra predisposizione mentale dell’attimo, possa condizionare, ogni nostra azione. Non sempre riusciamo a controllare le nostre pulsioni interiori, e talvolta, trascinati dall’istinto, non buono dell’attimo, siamo capaci di rovinare situazioni valide, che nel tempo non si possono più recuperare.

Sapersi controllare e riuscire a dominare quegli istinti, talvolta aggressivi, dovuti a malcontento o a un periodo complicato della vita, non è cosa  facile, ma con la pazienza e l’esperienza, si riesce a modellare, almeno un po’, la parte del carattere “indisciplinata”, che spesso può creare dei problemi nei rapporti col nostro prossimo.

Alcuni esercizi di respirazione, aiutano a riprendere il controllo di sé stessi; oppure esistono delle pratiche di rilassamento, anch’esse utili all’occorrenza.

Penso che essere in pace con gli altri, aiuti a vivere meglio, e sviluppi una consapevolezza di vita di grande positività interiore.

@Silvia De Angelis 2020

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STESURA DI STAGIONI

S’attarda l’encomio di comuni sguardi

avvinti dalla stesura di stagioni

private del gemito efficace.

Assidue e dolci verità lontane

hanno sbiadito il tenore d’ardenti bocche

mistificate a sbadigli del giorno

o a vocali sghembe di stupori stralunati

Si perde il sogno senza luce

modellato a fatica tra le mani

al di fuori dello specchio deformato

abile tramutare il volto  

nell’idolo attempato….

@Silvia De Angelis 2020

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ESTASI D’UN TRAVAGLIO

Meste gestualità

ritagliate da infelici schegge

mediano dolorosi palmi

rinsecchiti.

Nefandi ingredienti crudeli

muovono terrifiche trame

nel rantolo d’un fato inquietante.

Emblemi  estranei

a pretesti qualsiasi

diventano il mentore di plagi dannati.

Impongono assurdità imperiose

a una contaminazione mentale

dissolta nell’estasi d’un travaglio

decaduto

di botto

su miseri ostaggi

@Silvia De Angelis 2021

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FESSURA DEL PENSIERO

Calcano

a dismisura

matrici affettive

in quel lasso di tempo

che distanzia la parabola dello sguardo.

E un tuffo al cuore

risveglia

la monotonia del presente

quando nel nido

vociferano percezioni care.

Veicolano soffici certezze

al di fuori d’insipide ipnosi del dì

plasmato d’un morbido sciame

impigliato nella fessura del pensiero.

@Silvia De Angelis

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COMPORTAMENTI

Un tracciato d’amore a volte si rivela del tutto inutile, per quelle mancanza

di emozioni necessarie, e preparatorie ad una simbiosi emotiva. Allora il tutto sembra

proseguire per forza d’inedia, come rappresentasse una labile forza invisibile

della vita, che sta lì, in attesa d’una necessaria definizione…o meglio conclusione.

In genere è la donna a compiere il primo passo,  adducendo, al momento, delle

motivazioni valide e indiscutibili che servirebbero a ponderare, a fondo, le cause

del fallimento del rapporto. L’uomo, in quel caso, si sente quasi risollevato da

quella situazione, divenuta, invero, pesante e recita, “camaleonticamente” la

parte del soggetto addolorato e rassegnato ad una crudeltà della vita…..

@Silvia De Angelis

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ER PESO

Anco si nun ce penzi

ogni parola

cià ‘na misura diverza.

Infatti quea benevola

Che te fa felice

nisconne ‘n peso inestimabbile

che te se ‘mprime ‘ ‘n fonno.

Sei tu cor metro che t’aritrovi drento

a dà er giusto onere

ar dire che te se para ‘nnanzi.

Quanno ‘na frase che nun t’aggrada

te fa arivortà er core

‘a voresti fa spiegà ‘n aria

come ‘na piuma

pe’ nun sentilla più svolazzà

ner padijone

 scojonato

@Silvia De Angelis

IL PESO (traduzione)

Anche se non ci pensi

ogni parola

ha una misura diversa.

Infatti quella benevola

nasconde un peso inestimabile

che s’imprime nel profondo.

Sei tu con la misura che hai dentro

a dare il giusto peso

al dire che ti compare davanti.

Quando una frase non ti piace

ti fa male al cuore

e la vorresti far librare in aria

come una piuma

per non sentirla più svolazzare

nel padiglione

scoglionato

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DI SERA

Il buio ci avvolge nelle sue ombre oscure e fluttuanti, facendo riemergere tutti quei pensieri, che nel giorno vagano silenziosi nei meandri del profondo.

Partecipa anche il silenzio a questo prodigio della notte, immergendoci in una dimensione del tutto insolita, dai toni fortemente solitari….Approda solo il rumore di ricordi antichi….quelli più emozionanti che hanno lasciato un’orma indelebile nelle tempie vogliose di battiti importanti. E allora s’instaura un meccanismo spontaneo, e bellissimo, che ci riporta a passi lontani, su vesti scomposte dell’attimo, e impreparate, a ripetere un sogno bellissimo……

Solo al mattino, l’alba avrà un tenore diverso ed una gioia inusitata ci farà sentire d’umore diverso….pronti a combattere tutte le avversità della vita

@Silvia De Angelis

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LA RAPINA

Lavorava come cubista in un locale alla moda, Miriam, per mantenersi gli studi all’università e il tempo a sua disposizione, per vivere la vita, era davvero pochissimo, visti i vari impegni che la prendevano.

Una ragazza davvero volenterosa, e sempre aggiornatissima sugli eventi del globo, per avere una visione obiettiva sulle eventuali mete da raggiungere.

Una sera tarda, mentre si sta cambiando nel suo camerino del Prince (è questo il nome del locale ove lavora) trova vicino alla specchiera un voluminoso mazzo di rose rosse, accompagnate da un biglietto. Curiosissima di conoscere il latore di quel profumato pensiero,  avvicina le narici ai fiori per coglierne, a pieno, l’essenza….ma poco dopo sviene, stordita da quella malefica fragranza.

Si risveglia, legata e imbavagliata, in un luogo buio e sconosciuto. Tenta di allentare le corde che le cingono i polsi, ma senza risultato. Improvvisamente uno sconosciuto, mascherato, si pone di fronte a lei, osservandola con attenzione e, imboccandola, le dà del cibo per nutrirsi e dell’acqua da bere. Miriam si divincola e fa capire di volere una spiegazione per quanto le sta capitando ma la persona si rifiuta di parlare, e se ne va sbattendo l’uscio, di quell’angusto e semibuio locale.

Trascorre qualche giorno e gli eventi si ripetono sempre uguali. Ma una sera l’enigmatico rapitore decide di parlare, e rivolgendosi alla sventurata ragazza, le dice di essere un suo fratellastro non riconosciuto dal padre della donna e di trovarsi in una precaria situazione economica.

Sta progettando di effettuare una rapina in banca, e vuole avere come complice Miriam, che se rifiuterà la collaborazione sarà uccisa.

Miriam è sbigottita, e impaurita, da questa inaspettata e pericolosa situazione, quindi decide di sottostare alle richieste dell’uomo, per salvarsi almeno la vita.

Nei giorni successivi Paolo (questo è il nome del fratellastro della ragazza) cerca di delineare un preciso piano per la rapina da fare con Miriam,  minacciandola anche di non intralciare quanto sarà pattuito, perché, in quel caso, la donna, pagherebbe drammatiche conseguenze.

La banca in questione è una piccola filiale d’un’altra sede importante, e si trova in una strada piuttosto deserta, quindi anche se venisse dato l’allarme ci vorrebbe più tempo per raggiungerla, da parte della polizia.

Arriva il fatidico giorno, Miriam cerca di tenere bene in mente quanto le è stato detto da Paolo e giunta insieme a lui, all’entrata della banca, con una maschera sul volto, segue le direttive del fratello, che con arma in pugno, minaccia  i pochi  malcapitati (impiegati e pubblico). La donna tremante ha in mano una bisaccia nella quale l’uomo getta nervosamente le banconote, che raccatta con velocità dalle varie casse, per poi uscire alla svelta, dalla piccola filiale, e saltare insieme a Miriam, su una potente moto .

Raggiunto il nascondiglio Paolo, si rivolge alla sorellastra facendole pesare tutto il suo livore, per non aver avuto una situazione familiare affettiva, come è giusto che sia, e di essersi sempre trovato in una situazione disastrosa ,lavorativamente. Quindi allontana la sorella, minacciandola con violenza, se le fosse venuto in mente di denunciarlo all’autorità pubblica.

La ragazza, sfinita, torna a casa, usando le chiavi di riserva, lasciate sotto lo zerbino dell’appartamento.

Un lungo sonno ristoratore la ripaga, almeno in parte, da quella inaspettata esperienza, e ascoltati i vari messaggi impressi nella segreteria telefonica, riprende i contatti col suo mondo.

Passa qualche mese ,e una sera mentre sta eseguendo il suo spettacolo sexy sul cubo, intravede Paolo, che la osserva, con un particolare interesse.

L’uomo raggiunge la ragazza nel camerino e con un fare molto deciso confessa alla stessa di essersi inventato la storia del fratellastro, di non essere assolutamente parente della ragazza, e di averla coinvolta nel furto, perché aveva intuito che era una donna forte e disinvolta….quindi, in conclusione, avrebbe avuto piacere di avere una storia d’amore con lei……

La ragazza si dimostra lusingata e accetta le avance di Paolo, ma dopo poco tempo arriva una volante della Polizia che arresta l’uomo…..

Miriam aveva sempre con sé un piccolo registratore, e sapendo, che prima o poi Paolo, si sarebbe fatto vivo con lei, non aspettava che incastrarlo!

@Silvia De Angelis 2019

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B U G I E

Chissà perché le bugie racchiudono un particolare fascino!

Talvolta si dicono per nascondere degli eventi dolorosi, altre per il puro sfiziodi mentire.

Dire il falso, nel tempo, diventa un’arte sofisticata, perché oltre all’abilità dell’invenzione della circostanza, richiede l’ingaggio di un’espressione “camaleontica”, che sappia suggellare abilmente la sostanza della menzogna. In quel caso lo sguardo si abbassa, quasi per un innato senso di colpa interiore…ma la recita prosegue inalterata, tacitando qualsiasi dubbio di chi ascolta.

Esistono, indubbiamente, anche se rare, persone non predisposte a questo tipo di atteggiamento, che viene usato per celare delle verità scomode o ambigue.

Si dice che le donne siano mentitrici più del così detto “sesso forte”, forse perché dotate di un’intelligenza più sottile e sagace, che in determinate occasioni dà prova di falsi scenari dell’occasione.

Ma chi è quell’individuo che non abbia mai detto una bugia? Non credo di conoscerlo, ma in quello sarebbe raro come una mosca bianca….

@Silvia De Angelis

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CAMBIARE

E’ incredibile, quanto , alle volte, si senta il desiderio di gettare via cose che per molto tempo hanno fatto parte delle nostre giornate, per sostituirle, con delle nuove, che abbiano una foggia e un profumo del tutto ineguale…

Dicono che questo tipo di atteggiamento corrisponda alla voglia di un rinnovamento interiore.

Infatti il circondarsi di oggetti inediti e diversi, sembra farci rinascere, in una nuova dimensione, in cui anche i colori assumano delle tonalità differenti.

E’ complicata la nostra psiche, sempre alla ricerca di novità, o diversificazioni che siano di stimolo alla mente per farla crescere, forse anche ragionare, in un modo del tutto distinto.

Anche cambiare strada, per raggiungere il posto di lavoro, sembra darci una innovativa impronta, come se osservando, vicoli e strade nuove, ci si aprisse un mondo completamente difforme, e la meta da raggiungere, nascondesse qualche lato ancora  sconosciuto.

Tutto ciò che è abitudinario, nel tempo, ci spegne dentro, perché infine il ripetersi di azioni e situazioni, ci fa sentire automi ,e quasi privi d’inventiva nelle azioni del giorno.

I cambiamenti ci mettono anche alla prova, infatti non è detto che cercare delle alternative al solito tram tram, sia sempre positivo. Ma anche un’esperienza negativa, ci aiuta a capire come muoverci, e quali siano gli atteggiamenti da assumere in determinate situazioni.

E’ bello acquistare un nuovo abito, anche di un disuguale modello, da quelli che indossiamo normalmente…. per un attimo è come se entrassimo in una nuova personalità e viverla potrebbe essere davvero molto emozionante!

@Silvia De Angelis

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A M O R E

Amore, una parola breve dal significato immenso…infatti ci muoviamonell’essenza totale di questo virtuosismo di vita, che sa donare un nobile senso alle nostre azioni, rendendole positive e rivolte a un fine universale d’armonia e benessere.

Saper amare, sin da profondo, ogni cosa che ci circonda, dando ad essa unaelevata valutazione,  significa essere consapevoli di un progetto d’esistenza grandioso, aumentando così l’ottica delle proprie vedute e provando un senso di gioia senza eguali  per la natura in genere e i suoi esseri L’aura che circonda la nostra persona, nutrendoci di questa pulsione,  sarà davvero luminosa, perché l’energia d’amore sa irradiare il nostro stato  di completa solarità….

Anche nei momenti oscuri, bisognerebbe coltivare ogni forma di questo  sentimento, perché esso rappresenta una forza incommensurabile e unica,  capace di rasserenare  quel buio opprimente del profondo, che incombe, e sembra  rendere inutile ogni respiro di vita…

Nutriamoci d’amore, e facciamolo nostro, lasciando a coloro lontani da questo ideale, qualche inutile intento al di fuori delle rime, per poi compiangere l’inutilità del loro operato,  prigioniero in un’anima inutile…..

@Silvia De Angelis

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Gioielli Rubati 124: Felice Serino – Davide Galipò – Giuseppe Todisco – Silvia De Angelis – Maranda Russell – Francesco Forlani – Chiara Marinoni – Federico Cinti.

https://almerighi.wordpress.com/2020/12/27/gioielli-rubati-124-felice-serino-davide-galipo-giuseppe-todisco-silvia-de-angelis-maranda-russell-francesco-forlani-chiara-marinoni-federico-cinti/?fbclid=IwAR2c-kJPvMwqIluir0vMsmz3Xck2C3hvsVe_OMqN5CtEEJMr3Pfp5EIQUCg

Ringrazio l’autore Flavio Almerighi per aver pubblicato nella sua pagina artistica la mia poesia “Almanacco d’un sogno breve”

NEI DINTORNI DELLA MEMORIA FEMMINILE

quandolamentesisveste

Una sensibilità spiccata e una visione oltremodo ampliata del percorso di vita, sono doti che caratterizzano la personalità femminile, dandole la possibilità, attraverso anche una genetica fisica di notevole portata, di rendere rilevanti, le mansioni della memoria, nel suo arco esistenziale.

Un’attenta cura nelle manifestazioni che man mano accadono nel viavai del tempo, permettono alla donna di focalizzarne, con attenzione, il significato, analizzando ogni sfumatura che si è resa consona ad un evento e che ne ha corredato la struttura, rendendola assai eloquente nel messaggio mentale.

L’insieme di quei concetti, strutturati nell’andare delle stagioni, hanno impresso, nell’intelletto femmineo, transiti essenziali che lascerebbero individuare l’atteggiamento più razionale da seguire, a seconda dell’impatto che hanno posato, in lei, i ricordi vissuti.

Reminiscenze sfocate, o precise, di avvenimenti che in qualche modo hanno segnato una tappa nell’immaginoso, rendendola suscettibile alla sua registrazione, e in quel caso, l’esperienza acquisita, permettano all’indole, d’affrontare il fatto…

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