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IN DIVENIRE

Un’animosa duttilità

accende il senso inesplorato

della postura d’amore

impaginata nel color magenta

d’una primavera precoce.

Svicolano tempeste di dolcezza

confinate nell’emotivo stupore

di ciglia socchiuse.

Cesellano

loquaci trame

violate dal movente

d’un talentuoso origami

levigato dalla voce fascinosa

d’un giorno in divenire….         

@Silvia De Angelis 2021

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LA FORMA

Accedo

in silenzio

alla forma del mio essere

nella misura consona

al vento che cade dal pendio

nel precipizio fugace della voce.

L’estro della memoria

indossa guizzi d’emozione

negli spazi

modellati d’origami e cesellate geografie.

Soggiorno su nirvana d’estetismo

morbido ingrediente d’un rituale femmineo

sbriciolato su frantumi di passione.

Sul suo asfalto

vibra il movente d’un innato gene

nel calpestio del tallone

mentre si sposta

cavalcando il ciuffo scomposto

da un labile soffio

che svicola, emancipato.

@Silvia De Angelis 2020

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IL SOGNO

Uggia nello scorcio insistente

di giorni

contraffatti da sotterfugi imprendibili

Pensieri sbriciolati

in echi di naftalina

lasciano riaffiorare

il sogno di mammelle carezzevoli

in remoti vicoli della sera

lontano da un tempo scivolato

in occhi senza luce…

@Silvia De Angelis 2021

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BAGATELLA

Preziosa bagatella

eccezione d’amore

trae sollievo

e dolce sollazzo

da labbra vellutate

e sensi evoluti

Suadente

proietta

in sinuosa ebbrezza

emanando setosi cascami.

Dolcemente rinverditi

nel conforme

attutiscono un vuoto inerme

manipolato da un silenzio

che addomestichi dita intriganti

@Silvia De Angelis  

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NERO DI SEPPIA

Dilemmi in bilico su sillabe

esibite sulla punta  della lingua.

Muovono illazioni dubbiose

e pigli del pensiero.

Nel rituale di codici emotivi

scivola un equivoco di fioriture

sull’evidenza scaltra d’un concetto

asservito a tumulto

mentre si scrutano le nuvole

temendo il nero di seppia….

@Silvia De Angelis 2020

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OLTRE IL SILENZIO

S’accentua il senso dell’invisibilità

nelle rime smorzate

d’un dire prosciugato

o del tutto nullo.

Diviene logora la metrica

in bilico sul disincanto

d’impaginati giorni…

La porosità dello sguardo

lascia trapelare

il preludio d’una gestualità

oltre la voce

che contagi dita flessuose

preposte a un impatto smisurato di dolcezza

nell’alito imperante

che avvicini….

@Silvia De Angelis 2021

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CRUDELTA’

Impastano

tentacoli al cianuro

manovre soffocanti

la via della linfa.

Contrazione alterata di tempie

nell’ansima cruciale del misfatto

paciere d’un crisma ascensionale.

Ghermisce e libera

cerchi oscuri e intermittenti

vibranti d’inferno

riposti nell’oasi

d’una latrina maleodorante

@Silvia De Angelis 2021

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SAPORE D’UN’EMOZIONE

Aritmico diapason del di’

scandisce

un turbinare  d’immagini

infoltite dalla retina

S’invaghisce di rapidi flash

ove è solista

 in una veloce danza

dimentica di pigre liturgie di vita

quando l’attimo s’attarda

 nel suo andare

dopo aver tolto la scorza

 a un’emozione

 e averne morso lentamente

 la sostanza

interprete del bello della vita

@Silvia De Angelis

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SOLSTIZIO DI LUCE VERA

Voce bassa
a spartire sillabe
nell’eremo di commozione.
Scaldano fermi pensieri
giocose rive
pregne
d’odorosa essenza d’alicanto.
S’odono
allora
per ricambiare
forti respiri di zagare…
confidano in un solstizio di luce estrema
dentro un diluvio
insolito
acceso
fatto di linfe e sintonie
d’angeli veri

@Silvia De Angelis 2014

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NELL’INCANTO

Nella falce del torchio languiscono cantilene
ridondanti contorsioni
di tralci predestinati a nettari odorosi
s’adombra il raspo
mutilato sul bavero discinto…

s’aggrappa nell’assenza a pampini di luna
impigliati nell’incanto di filari indorati

@Silvia De Angelis

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OLTRE L’INTONACO

Sorde bende

ostruiscono scalfitture remote

d’un credo frangibile

sancito in proiezioni d’infanzia.

Critiche ispezioni dell’oggi

approdano

a un’estensione di scienza plausibile

ove nodi e metamorfosi

modulati in passaggi d’ere

hanno infranto canoni elettivi sbiaditi

oltre l’intonaco oscurato d’eclisse…

@Silvia De Angelis 2021

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APPRODI D’AUTUNNO

Oltre l’autenticità

d’uno sboccio di magnolia

s’apre frangibile

un’aria sorniona e pacata

raddolcita dal frullo sonoro

d’essiccate fronde.

Aranciate nonché scolorite bacche

nella contrazione del giorno

sanciscono saporosi approdi d’autunno

impreziositi

da fanfare di mosti ridondanti.

Mani inerti si perdono nel brusio

di sfocate disfatte d’amore

oltrepassando malinconiche trincee

impigliate in remoti e pastosi aromi….

@Silvia De Angelis 2021

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UNO STRAMALEDETTO GIORNO, di Silvia De Angelis

Anthony , appena ventenne, in questo periodo ha un pessimo rapporto con la sua famiglia ed anche gli studi non sembrano dargli quei meritati risultati che si aspettava. E’ pensieroso e medita, di tanto in tanto, di dare una svolta decisiva, a questo periodo inquieto che sembra trascinarlo in uno stato d’inedia particolarmente nocivo alla sua anima. Stiamo vivendo l’anno 1964 e gli Stati Uniti d’America incrementano progressivamente le loro forze militari in aiuto al governo del Vietnam del Sud, impegnando un enorme complesso di forze terrestri, aeree e navali. Anthony segue alla televisione lo sviluppo del conflitto ed è molto interessato all’evolvere  degli eventi. I suoi pensieri diventano ancora più inquieti quando la fidanzata lo lascia, senza dare alcuna spiegazione precisa. Il ragazzo è sull’orlo d’un collasso nervoso, ma cerca, con tutte le sue forze di controllarsi e di riprendere in mano la situazione della sua vita. Un bollettino di guerra, annunciato via radio, parla di duri combattimenti nel Vietnam del sud, in cui vengono coinvolti anche territori della Cambogia. Anthony a questo punto decide di presentarsi sul fronte di guerra vietnamita, come volontario.  Combatterà per il suo paese e vivrà un’esperienza completamente diversa che lo temprerà, facendogli superare quel periodo infausto che gli sta logorando la mente. Un saluto alla famiglia, e pieno d’entusiasmo, raggiunge la trincea ove è stato assegnato per compiere il suo dovere di soldato. La scena che si presenta ai suoi occhi non è delle migliori. Mancanza assoluta di igiene, pasti arrangiati alla meglio in accampamenti di fortuna, cannoni pronti a far fuoco, mitragliette di tutti i tipi a portata di mano. Ma la cosa che lo incuriosisce di più sono gli elicotteri, di vari tipi, pronti a stagliarsi nel cielo per un improvviso attacco. Il capitano del suo reparto  dà i principali ragguagli sulla situazione, ma gli fa anche capire che dovrà arguire, al momento, le situazioni, essere guardingo e cercare di comprendere l’andamento del campo di guerra. Mentre Anthony scruta il contorno, cercando il più possibile di immedesimarsi nella nuova situazione , inizia un nuovo pattugliamento, finalizzato ad intercettare ,con dispositivi elettronici ,le comunicazioni nord vietnamite ed inizia uno scontro caotico contro bersagli e forze inesistenti. Il ragazzo si trova coinvolto nella guerriglia, quando improvvisamente una giovane donna con un bambino viene ferita da colpi di mitragliatrice…Anthony accorre in suo aiuto, ma la donna ha paura e cerca di fuggire. La tranquillizza dolcemente, anche se non conosce la lingua, e cercando di mettere al sicuro il bambino appronta una medicazione provvisoria alla mamma, che non riesce a camminare. Ora Anthony cercando di riparare dai colpi nemici, sé e le due persone di cui si sta occupando, giunge ad un nascondiglio che aveva scoperto il giorno prima ed assicura la donna che appena possibile tornerà con delle vivande. I giorni passano, il conflitto aumenta di intensità, e le battaglie si fanno sempre più cruente perché altri Stati sono intervenuti nel conflitto, che sta assumendo proporzioni smisurate. Anthony, disperato cerca di raggiungere il rifugio dove ha lasciato madre e figlio, ma quando arriva non ne trova più traccia. Un soldato vietcong, appostato nei pressi, gli pone un feroce agguato ,facendolo suo prigioniero e dopo giorni di atroci torture, senza pietà, lo uccide @Silvia De Angelis
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STRAPIOMBO D’AMORE

Quando il calpestio del silenzio
si fa forte nei pensieri
mi impiglio
nel cosmo del tuo sguardo
disperso nel rumore alieno della vita
Ne odo l’increspare denso
senza farne tacere
l’andirivieni insoluto
Vorrei esserti rondine
allora
tracciando un semicerchio d’autunno
Scivolare poi sul tuo bavero chiuso
per sussurrarti d’ali
dolcemente tese
alla convulsa ricerca
d’uno strapiombo d’amore

@Silvia De Angelis

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Gioielli Rubati 160: Amilga Quasino – Francesca Piovesan – Silvia De Angelis – Angela Botta – Giuseppe Todisco – Salvatore Leone – Felice Serino – Flavio Santi.

Ringrazio infinitamente l’autore Flavio Almerighi, per avermi inserito in questa “rosa d’autori” domenicale.

still life in chiaroscuro: opened antique book, a swan feather and a red rose in a vase

Posted on settembre 5, 2021

La luna stanotte mi mangia

Nel cielo nero strabianca sfarfalla

Svalvola il presente e riemerge il passato

I suoi ricordi le persone i lavori che ho fatto

Le amiche gli amici i testimoni di nozze

Nessuna luna di miele e i divorzi

GIi sforzi per non giudicare gli stronzi.

Il cielo è nero di brutto e lei che sfarfalla.

Strabianca.

.

di Amilga Quasino, qui:

https://www.facebook.com/amilga.quasino

.

E’ luce nel cuore questo buio

coperta che protegge.

Ma questo senso d’infinito

in uno spazio così piccolo

-dimmi-

quando si farà ossimoro?

.

Ho visto l’ombra cadere

nel mattino dei tuoi occhi.

.

di Francesca Piovesan, qui:

http://www.ladimoradellosguardo.it/poesie-inedite-di-francesca-piovesan/?fbclid=IwAR0R_IoRYVZBRUT2TD3AluatN6vgpy_DKTLye940qkNMqcD-gmRWTH8q9tI*

.

Oltre il silenzio

.

S’accentua il senso dell’invisibilità

nelle rime smorzate

d’un dire prosciugato

o del tutto nullo.

Diviene logora la metrica

in bilico sul disincanto

d’impaginati giorni…

La porosità dello sguardo

lascia trapelare

il preludio d’una gestualità

oltre la voce

che contagi dita flessuose

preposte a un impatto smisurato di dolcezza

nell’alito imperante

che avvicini….

.

di Silvia De Angelis, qui:

https://www.facebook.com/silvia.deangelis.54

.

Una lotta impari chiude la gola,

chi tiene la briglia degli uomini?

Sottomessi al ricordo d’una felicità apparente

cadono gigli di fiamme dal cielo,

si strappano la pelle macerata.

Il dolore non è mai lontano

Piega il costato, mozza la lingua.

Avvicinati alla mia domanda

Avvicinati a quel che rimane

Restituisci, spegni, salda, inchiostra i lividi,

ungi, replica, dilania, accarezza.

Sono diventata informe per gli altri,

ma per te dovrei essere viva,

per te dovrei essere viva.

Per te dovrei essere l’animale del cielo,

il rombo della terra mai emersa.

Tu mi hai creata ma forse è troppo poco.

.

di Angela Botta, qui:

https://www.facebook.com/angela.botta.146*

.

e ne vai col sole oltre la casa

rotta, dove il bene di cui parli

è il nome rimasto sulla porta.

.

Amarsi conta pure questo iato

.

e mentre il giorno insiste, un’ombra

dentro l’ombra scende quasi fosse

un grido nella stanza vuota.

.

di Giuseppe Todisco, qui:

https://www.facebook.com/peppetodisco

.

Retoriche d’acqua

.

Riflessi all’ultima pozzanghera

ci guardavamo con il sacramento

la benedizione delle piogge

ad occhi straripati.

Lasciami nuova sete, retoriche d’acqua,

la terra non mi esiste, è malata. Non ebbe grazia,

da me si discosta, per sette vizi d’autunno.

Lasciami qui, infetto di mare,

dove neppure Eco ricorda il mio nome.

.

di Salvatore Leone, qui:

https://www.facebook.com/profile.php?id=100070311902498

.

Fedele alla vita

.

mia vita
senza rete t’appigli
alla Bellezza intaccabile

.

a quella del cuore e alle
armoniose figure della danza
o del cavallo nel bianco salto

.

finché ti chiedi dov’è
lei l’ irraggiungibile
non tutto è perduto

.

voltato sei sul giusto
versante lucente ancora
una volta – vita

.

fedele alla vita

.

di Felice Serino, qui:

.

*

.

Ma io che vorrei

scriverti migliaia di

bronzee lettere, con una

busta aperta che a ogni

metro o chilometro variabile

si riempia delle cose:

ghiande da strada, balconi

andati all’aria, giberne

ghiacciate, fossati e

rammendi o anche frammenti così:

«Che storia e che

svolo, piccolo mio

appartamento, o randa o cucina,

dove dal soffriggere di cipolla o di mare

penso alle sue mani, al

suo sale». Anche così.

E per francobollo una nottola,

un cherubino, un animale,

un fine funerale.

.

di Flavio Santi, qui:

.

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LA PRIMA DELLO SPETTACOLO

Elettra è stanchissima, dopo aver eseguito le prove per lo spettacolo, che sarà presentato il giorno successivo, in teatro, con la nuova compagnia di recitazione.

Come sempre, alla sera prima di un’esibizione, crede di non ricordare le battute che dovrà narrare, durante le varie scenografie della commedia…..allora cerca di rilassarsi, pensando  a cose frivole ,e respirando l’essenza, d’un’acre sigaretta.

Il copione giace spiegazzato, sul suo comodino, e sembra avido d’un ultimo sguardo, ma la donna è stanchissima, e cade in un sonno profondo.

E’ già l’alba, l’attrice indossa frettolosamente un paio di scarpe dal tacco altissimo, e un abito aderente, che mette in mostra la sinuosità delle sue forme….prende le ultime cose, e scende di corsa da casa, per recarsi a teatro. E’ un po’ emozionata e strada facendo, perde l’equilibrio, perché un tacco della scarpa si è staccato e rischia addirittura di fare un ruzzolone……

Senza perdersi d’animo la nostra protagonista, compone sul suo telefonino, il numero del taxi, che la accompagnerà alla  tanto attesa meta teatrale.

Non si fa attendere molto il tassista, e con molta gentilezza aiuta Elettra a salire in macchina.

Spontaneamente si presenta alla donna, dice di chiamarsi Raimondo, e visto che sono in molto anticipo sull’orario di arrivo, farà fare alla donna un bel giro in auto.

Raimondo parla di sé stesso, di aver piacere di fare il tassista, e di ospitare nella sua auto, un’attrice di calibro come Elettra.

Il viaggio in auto prosegue, e improvvisamente il veicolo si ferma dinanzi a uno scenario, che sembra proprio un teatro. La donna fa presente che quella, non è la sua destinazione, e dice all’uomo, di proseguire nel tragitto, finchè non arriveranno alla giusta meta prefissata.  Raimondo sembra non ascoltare le parole della ragazza, e con dolcezza, la invita a scendere dalla macchina.

Elettra è sbalordita, per ciò che sta accadendo, ma come incantata, dal fare invitante del tassista, si accinge a scendere dall’auto.

I due si accingono ad entrare nel “fantomatico” teatro, dal quale si sente arrivare un vocio…..infatti gli attori, si stanno già esibendo nello spettacolo, che riguarda proprio il copione studiato da Elettra. E l’interprete che esegue, la protagonista della commedia, è una bellissima, e disinvolta ragazza, molto diversa dalla nostra Elettra.

Elettra, sempre più sbalordita, si siede in platea per assistere “alla prima del sua rappresentazione”, interpretata da altri “mimanti” e non solo, anche le scenografie, e la musica di sottofondo le appaiono completamente diverse…

A circa metà del primo atto dell’opera, i recitanti invitano Elettra, a prendere il suo posto nella commedia, e la donna, sebbene molto meravigliata…..ma nello stesso tempo disinvolta, inizia a recitare quanto aveva precedentemente preparato….

Alla fine dell’intrattenimento, una numerosa platea, non solo applaudisce ripetutamente, ma chiede addirittura il bis ai commedianti, che con molto piacere, e tanto energia, ripetono, quanto avevano già narrato.

Galvanizzata da tanto successo Elettra cerca disperatamente  Raimondo per farsi accompagnare, al suo originario teatro, e recitare finalmente con la sua compagnia…..

Il tassista le chiede se non sia stanca, dopo  le varie esibizioni, e se voglia veramente prendere parte all’opera con gli attori originari.

La donna decisissima, sale sul taxi, intimando a Raimondo di intraprendere una corsa veloce per raggiungere finalmente il suo vero teatro.

Giunti a destinazione la nostra protagonista ha un’amara sorpresa….la commedia è stata cancellata, con nuova programmazione da destinare…..

Incredula, e smarrita, Elettra vuole parlare con Raimondo, per fargli presente l’inaspettata situazione….ma non riesce a trovarlo…..si è dissolto nel nulla, come il suo sogno d’un’importante esibizione in un teatro d’elite…..

@Silvia De Angelis 2021

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S N O B

Esonda

sulla remora assillante

divenuta

margine emotivo d’esistenza.

Soggiorna sull’appello

d’un agire ambiguo

scivolato sull’eccesso

d’una postura snob.

Carezza esasperanti lidi

che non siano di flessibile dominio

ma liberi da desiate sponde

su cui l’alluce prezioso

abbia solo potere ambito…

@Silvia De Angelis 2021

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Gioielli Rubati 148: Daniele Barbieri – Gisella Canzian – Annalisa Rodeghiero – Silvia De Angelis – Sulfureo – Giuseppe Salvatore – Cristina Bove – Andrea Magno.

Posted on 4

Come sempre grazie a Daniela Cerrato per la collaborazione, la rubrica è visibile anche qui:

https://ilmondodibabajaga.wordpress.com/

still life in chiaroscuro: opened antique book, a swan feather and a red rose in a vase

Ringrazio di cuore gli autori Flavio Almerighi e Daniela Cerrato, per avermi inserito in questa preziosa pagina poetica.

per portare fiori, per poter non piangere a portarli.

per portare fiori, . per poter non piangere a portarli
che tutti i tuoi morti . azzurri stanno lì che ti circondano
come fiori strani, . li mastichi come per ingoiare.

strani fiori morti . di tutto quello che è dimenticato
per poter non piangere, . pozzanghera seccata dal sole.

come strani morti . che non mangiano e non piangono e non
ricordano più . nemmeno loro la tua dimenticanza

di Daniela Barbieri qui.

https://ancoraunaltrome.wordpress.com/2021/06/01/per-portare-fiori-per-poter-non-piangere-a-portarli/?fbclid=IwAR35d00L0YcnQZL3JhDA96bn4JHcgujdDaB8fTzWBGSXl2CvTVt5LO2t59E*

.

La ferita tinge le parole

di un travaglio impensato.

.

Solo la mano trema e

la penna si fa corpo.

.

di Gisella Canzian, qui:

https://www.facebook.com/gisella.canzian.75.*

.

Presentazioni.

Presentarti ad ogni singolo ramo

d’abete curvo verso l’alto,

elevarti come un’ostia consacrata

sì che ogni apice si allarghi

a ricevere vocali di stupore..

Infilare

le tue piccole dita nella terra

bagnata passartela sul viso

sì da farti respirare a fondo

la radice di ogni tuo futuro

il porto sicuro per ogni tuo ritorno..

E vedere alzarsi intorno a te

i venti a salutare la purezza

già pronti a denudarti il capo

in ogni direzione (la tentazione

di oppormi con la mano è forte ma rinuncio).

Sentire le corolle

ad una ad una aprirsi,

ad uno ad uno gli stami

piegarsi al tuo passaggio,

l’accoglienza dell’ovario nei pistilli..

Là ti siedo come fosse culla

piccola femmina nel ginecèo in festa.

Bella resta tra le cose belle

fino a sera, fino a sentire

l’inchino silenzioso delle stelle..

di Annalisa Rodeghiero, qui:

https://www.facebook.com/annalisa.rodeghiero.*

.

PENSANDOTI.

di soppiatto mi allontano

dal perimetro dell’emotività

ora che la luce non mi parla più di te

afflati inerti si fan strada d’ascolto

in circostanze inedite di svelata verità

nella linea inscindibile del tuo essermi amore

incredula nello spazio inabile a sanarsi

ascolto il fragore d’un rumore di parole

attutite dolcemente nel sottovoce

che plana d’incanto

ammainato dal senso sfocato nell’oblìo.

di Silvia De Angelis, qui:

https://www.facebook.com/silvia.deangelis.54.*

.

La sera, lungo il lago,
ha i tuoi passi scanditi,
ritmati di innocente peccato.
La luna, la tua eleganza,
è un timido pudore
dal cuore agitato.
Sei qui nel caldo giugno,
il nostro letto è un campo di grano,
s’arriccia l’inguine, urlano le spighe.
La sera è viva e solo
noi capiamo il litigare di storni.
Domani ancora sole
la voglia ci ruberà baci..

Di Sulfureo, qui:

https://sulfureo.wordpress.com/2021/05/30/la-sera/.*

.

Ho rabbie, rivoluzioni

tempeste di malcontento.

Una grandiosità tale di speranza

da sembrare impossibile.

Si tratta di lavoro oscuro,

puro pensare

capace di scarto e visione.

Un poeta

lenisce dall’assenza di Dio,

s’incunea nelle ulcere,

che a leggerlo

pare quasi un medicamento..

di Giuseppe Salvatore, qui:

https://www.facebook.com/giuseppe.salvatore.31149.*

.

Dal terrazzo si vedono altre cose.

tra panni stesi
il vento che fa vela
cornacchie che volteggiano strafatte
di fumo e di eternit
_una tettoia sbracata nella polvere_
chiesi all’ufficio delle rimozioni
se fosse il caso di sanificare
risposero che come cittadino
avrei dovuto denunciare il fatto
poi si vedrà
intanto prego, le generalità.

.

Si profilò una sorta di timore
_piccole mafie crescono al riparo
di tetti e di mattoni_
e la salute è una giocata al lotto.

.

Tolto il camice
levati tocco e toga
la cartella di tasse non pagate
il bisturi
lo scranno
il forno, il banco, il vomere, il volante
la cattedra, i fornelli,
si torna alla routine
come panni lavati e rilavati
presi al mattino e consegnati a sera..

Di Cristina Bove, qui:.

https://ancorapoesia.wordpress.com/2021/06/01/dal-terrazzo-si-vedono-altre-cose/.*

.

Alchimia.

Dannati in questa ribellione

e in quel nero che è la notte

quando tempesta passava

eri ladra di sorrisi

nell’intimità di segreti

mai svelati, i tuoi fianchi

arma devastante, il tuo corpo

seduzione di un labirinto,

mentre nella solitudine

che declinava lo scorrere del tempo

egoismo di un attimo

ci toglieva giorni tra distanze

che non saranno più colmate,

e sguardi dietro maschere

che celavano lacrime consolando

amnesie dell’anima,

so quante rughe ho intorno agli occhi,

guardandoti quel riflesso nei tuoi

arredava la mia vita,

avevo parole da salvare

mentre ti vestivi di possibile

tra tramonti da inseguire

e albe da aspettare,

adesso, ancora

ti amo seduto sui gradini

nel silenzio di un tempo

che è passato..

di Andrea Magno, qui:.

https://www.facebook.com/andrea.magno.7587

.

********************************************************************************************* Pubblicato in Il Domenicale di amArgine | Contrassegnato gioielli rubati

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ARMANDO TROVAJOLI CON POESIE IN ROMANESCO DI SILVIA DE ANGELIS

RINGRAZIO INFINITAMENTE L’AUTORE FLAVIO ALMERIGHI, PER AVERMI DEDICATO QUESTA BELLA PAGINA SUL SUO BLOG https://almerighi.wordpress.com/

ER GIORNO ALLEGRO

Quei giorni de ‘ a vita che chissà perché
te senti davero de’ bbon umore
come  si ‘no sboccio de primavera
t’avesse ridato ‘n soffio de felicità.
Allora te vesti de tutto punto
coll’abbito più malandrino
che te aritrovi e ‘na scarpetta ‘ntonata
pe’ n’abbinamento azzeccato.
Te senti ‘na strafica pe’ ‘a via
puro si cor tacco arto
preghi Sant’Antonio de nun fatte rotolà
per tera, co’ ‘no scivolone mardestro.
Passeggi spenzierata co ‘ a voglia
solo de’ sta’ bbene.
Ma ecco che ‘na ventata ‘mprovisa
t’arza er pizzo der vestito
e manco poco…
arriva quasi a vedesse ‘a mutanda!
Ah bella te grida ‘n garzone a voce arta
te voi fa ‘n giro co’ me?
Senza nisconne l’imbarazzo
cerchi de datte ‘n tono
e je risponni gira a largo regà
che nun ciò tempo da perde co’ te!
Nun rimane che tornà a casa
e ripiasse ‘a, de niscosto, ‘a vita de sempre
senza volè strafà!
.
IL GIORNO ALLEGRO (traduzione)
.
Quei giorni della vita che chissà perché
ti senti davvero di buonumore
come se uno sboccio di primavera
ti avesse ridato un soffio di felicità.
Allora ti vesti a nuovo
con l’abito più sfizioso
che hai e una scarpetta intonata
per un abbinamento armonioso.
Ti senti molto carica per la via
anche se col tacco alto
preghi S.Antonio di non farti cadere
in terra, con uno scivolone rovinoso.
Passeggi spensierata con la voglia
solo di star bene.
Ma ecco che una ventata improvvisa
alza il vestito
e manca poco….
arriva a vedersi quasi la mutanda!
Ah bella ti grida un ragazzo a voce alta
vuoi farti un giro con me?
Senza nascondere l’imbarazzo
cerchi di darti un tono
e gli rispondi gira a largo ragazzo
che non ho tempo da perdere con te!
Non rimane che tornare a casa
e riprendersi di nascosto la vita di sempre
senza voler strafare

.

ER PURCIARO

Drento ‘no sguardo
che nun ariva ar di là d’ ‘a saccoccia
se move sempre guardingo er purciaro.
Cià timore che quarche tipaccio
‘o possa deufradà der patrimonio
che nun se deve d’abbassà nimmanco d’n centesimo.
Passa er tempo a contà li baiocchi
carezzannoli come si fossero creaturelle fraggili.
Prima d’addormisse
ignaro de’ ‘na visita notturna che ‘o po’ fa’ ‘mbruttì
aripja tutto quer ben de Dio e ‘ncomicia
a gratificà  quei spiccioli
come si fossero fijetti sua….
.
L’AVARO (traduzione)
.
Dentro uno sguardo
che non arriva al di là della tasca
si muove sempre guardingo l’avaro.
Ha timore che qualche malintenzionato
lo possa deufradare del patrimonio
che non deve diminuire ne anche di un centesimo.
Passa il tempo a contare i denari
carezzandoli come se fossero creature fragili.
Prima di addormenarsi
ignaro di una visita notturna che lo può far imbruttire (la morte)
riprende tutto quel ben di dio e ricomincia
a gratificare quei denaro
come se fossero suoi figli

.

‘A CAPPELLA D’IMMACOLATA
.
Me so’ ‘nnamorata d ‘a cappelletta
d’Immacolata ch’arberga drento
Villa Borghese pe’ decisione
de quer riccone der Principe Marcantonnio
che ciebbe ‘sta dedizione ‘mmensa
p ‘a Madonna a li tempi che lui visse der  settecento
‘A chiesetta è comme ‘na bomboniera
e riccoje li dipinti de Raffaelo
che s’era preso ‘na mezza scuffia
pe’ ‘sto posto santo
che je faceva friccigà er pennello n’i colori
Vorte che s’entreccieno ner calore
de’ n’intimmità mai vista
e de fora ‘n’contorno de pini secolari
rinverditi da ‘n’emmozzione
de n’atmosfera ‘ntrigante
che solo Roma co’ qua’arietta sorniona
e stuzzicarella te sa dà
comme ‘na signora d’artri tempi
che nun è capace d’envecchiasse….
.
TRADUZIONE
Mi sono innamorata della cappelletta
dell’Immacolata che si trova dentro
Villa borghese per decisione
di quel principe ricco Marcantonio
che ebbe questa immensa dedizione
per la Madonna al tempo che lui visse nel settecento
La chiesetta è come una bomboniera
E racchiude i dipinti di Raffaello
che s’era preso una mezza cotta
per questo posto santo
che stimolava la sua arte impressionistica
Volte che s’intrecciano nel calore
di un’intimità mai vista
e l di fuori un contorno di pini secolari
rinverditi da un’emozione
di un’atmosfera intrigante
che solo Roma con quell’aria sorniona
e stuzzicarella  ti dà
come una signora d’altri tempi
che non è capace a invecchiare

.

ER GRAPPOLETTO D’UVA
.
Me so’ ‘mbriacata solo co’ l’occhi
A rimirà quer grappoletto d’uva paffuta
Che sembra ditte: “pieme a morzi
drento ‘sti chicchi zuccherosi
che te fanno sorseggià er gusto
de ‘a vita”
Vita s’aritrova vicino a vite
e solo peì ‘na conzonante spaiata
sembra cambià tutto er significato
che ‘nvece cià uguaglianza
pe’ quell’amore forte che racchiudeno
baciate tutte e due dar sole
co’ quer riflesso paierino
che fa riccontà er zucco de ‘n’episodio
emozionante de ‘sta vita
.
TRADUZIONE
.
Mi sono ubriacata solo con gli occhi
osservando un grappolo d’uva tonda
che sembra dirti:” prendimi a morsi
dentro questi chicchi dolcissimi
che fanno assaporare il gusto
della vita”
vita è vicina a vite
e solo per una diversa consonante
sembrano avere un significato diverso
che invece è simile
per quell’amore intenso che racchiudono
baciate entrambe dal sole
con quel riflesso paglierino
che fa raccontare il succo di un episodio
emozionante della vita

*********************************************************

Queste a altre poesie qui:

https://ssilviadeangelis5.blogspot.com/

Silvia De Angelis è nata a Roma, sempre invogliata dal contatto con la gente per il suo carattere estroverso e comunicativo. Dopo un inizio poetico rivolto a elaborati dai toni “scarniti”, cresce notevolmente, modificando lo stile e delineandone il fascino, con scritti più congrui e completati da una struttura più armoniosa.
Gioisce al contatto con la natura, in tutte le sue manifestazioni, dedicandole svariati elaborati poetici,
in particolare, un volume, completamente riservato agli animali “CONOSCIAMOLI MEGLIO”.
Ne pubblica poi un secondo, “CORALLI DI PAROLE INTAGLIATE COL FIATO”, in cui si sofferma volutamente su tratti d’inconscio. Ancora un terzo libro, stavolta in vernacolo, dedicato alla tradizione della sua città nativa, Roma, dal titolo “’N’ANTICCHIA DE’ ROMA MIA”. Segue un libro di poesie del profondo “INGANNI TRAVESTITI D’INCANTO” e infine un’ultima pubblicazione, di emozioni poetiche, dal titolo “SCREZI NEL VENTO”

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D O N N E

E’ veramente interessante, come ogni donna abbia una sensibilità diversa e faccia delle scelte di vita così disparate, che la rendano unica e con personalità da tracciare con delle linee sinuose.

Nessuna è uguale all’altra, e anche se a volte sembra che delle sfumature caratteriali coincidano, approfondendo la conoscenza delle interessate, ci si renderà conto che in realtà sono molto diverse.

La mente femminile è molto creativa, sempre alla ricerca di miglioramenti della sua persona, tramite obiettivi, che con convinzione,  porta a termine dotta di tenacia e preparazione. Soprattutto nella nostra epoca, ella cerca di rendersi indipendente economicamente, per poter provvedere, con serenità ,allo svolgimento del suo iter di vita.

Il desiderio di un rapporto sentimentale appagante è sempre nel suo profondo, anche se questo desiderio non sempre si avvera, perché nella società “di scontenti” in cui viviamo, sembra sia molto difficile trovare, una buona situazione di equilibrio, a due. 

Naturalmente esistono ragazze realizzate con una bella famiglia e splendida prole, ma vi sono anche donne molto sole, e insoddisfatte, che spesso si rifugiano in attività lavorative appaganti, per essere in qualche modo remunerate, della situazione intima, non soddisfacente.

In ogni caso qualsiasi signora, o signorina che sia, è in grado di risolvere la maggior parte delle situazioni, a cui viene sottoposta dalla vita e, in linea di massima, è dotata di particolare pazienza in quei casi a cui viene sottoposta a difficili momenti di stress psicologico.

@Silvia De Angelis

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L A S S U’

Er tempo è ‘n’entità prezziosa

e co’ ‘na gran rincorza

te se magna i giornI de ‘a vita tua.

T’enganna ‘n certe occasioni

ar sapore d’eterno

lontane come ‘ a meta pe’ cui stai a lottà.

Te rubba artri respiri

avidi de n’battibaleno

e nun fai ‘n tempo a acchiappalli

che so’ già svaniti

come ‘n sogno colorato d’arba.

Te ‘lludi  d’avè chissà quanti lustri

a disposizione

e ‘nvece fra ‘na serpentina de fatti

immischiati  tra loro

ariva l’urtimo attimo

che te leva er fiato

e te fa capì che puro si nun te piace

te ne devi d’andà lassù….

@Silvia De Angelis

LASSU’ (traduzione)

Il tempo è un’entità preziosa

e con una grande rincorsa

consuma i giorni della tua vita.

Ti inganna in certe occasioni

che sembrano eterne

lontane come la meta per cui stai lottando.

Ti ruba altri respiri

veloci come un battibaleno

e non fai in tempo a viverli

che sono già svaniti

come un sogno colorato d’alba.

Ti illudi d’avere chissà quanti lustri

a disposizione

e invece fra una serie d’eventi

intercorrenti tra loro

arriva l’ultimo attimo

che ti toglie il respiro

e ti fa capire che anche se non vuoi

devi andare in cielo…

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MERAVIGLIE DEL FONDO MARINO DI DJIBOUTI, LOCALITA’ POSTA NELL’ESTREMITA’ MERIDIONALE DEL MAR ROSSO, NEL CORNO D’AFRICA

Le immagini sub, effettuate nel video che segue, sono state riprese da mio figlio durante la sua immersione sub.

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REALTA’ MAI COLTE

Osservazioni fratturate

nel grano di primavera

restio di dorati chicchi.

Nel sole intiepidito

si spengono velleità tridimensionali

schiacciate da intrecci nodosi

sferranti avversità di buio.

Arzigogola il braccio

mosse inconsulte

nello sfarsi di eventi resi eufemismi.

S’amplia il catalogo dei sogni d’universo

tramutato in mitico bagliore

nelle realtà mai colte…

@Silvia De Angelis 2021

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OMBRE ROSSE

Romba un frastuono

assordante di memorie.

S’offusca  un divenire

raccapricciato

dal manto d’ombre rosse.

Occhi scuri

prendono in affitto

su schemi senza rime

un’esaltazione di libertà

preordinando bagni di sangue

che il mondo non contiene.

Ideali vacillanti fan leva

su languori

d’una latente follia

verso traguardi in dissolvenza.

S’è sfondata la porta del passato

nella terra che riporta i rumori della pioggia

con l’assillante delirio da espiare

@Silvia De Angelis 2021

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SGUARDI SINCERI

Non c’è cosa peggiore, che essere fraintesi, o, addirittura non capiti. Quando si affronta un discorso con spontaneità, si prosegue tranquillamente sulla linea d’onda intrapresa, portando a termine il senso di ciò che si intendeva dire.

A quel punto, si nota la strana espressione del nostro interlocutore, che non avendo compreso il vero significato delle nostre parole, interviene sull’argomento con frasi fuori posto e del tutto inadeguate.

Allora sta a noi proporre una giusta chiarificazione, su quanto intendevamo dire nel nostro colloquiare, ma non sempre veniamo creduti, perché, spesso il nostro prossimo, è avvezzo interpretare un  concetto diverso dal nostro effettivo pensiero.

In realtà, negli ultimi tempi siamo diventati tutti, un po’ sospettosi,  e inclini a vedere doppi sensi, anche in semplici conversazioni su argomenti banali.

Probabilmente ciò è dovuto all’epoca che viviamo, in cui, la poca chiarezza, fa parte di molte situazioni che si presentano nella nostra giornata, e anche di ciò, che propone la televisione, spesso ambiguo.

Il tutto diventa più semplice, colloquiando con persone che conosciamo da più tempo, e con cui esiste una maggiore affinità caratteriale….in tal caso la conversazione è di gran lunga più scorrevole e non esistono dubbi di sorta su quanto si vuole esattamente intendere con le parole usate.

Probabilmente, anni addietro, quando la vita era più semplice, e meno tecnologica, i dialoghi erano più scorrevoli e le persone si capivano, oltre che con frasi dell’attimo, anche con sguardi sinceri….

@Silvia De Angelis 2021

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SGUARDI SCIVOLATI

Distante dall’alito soffice d’amore

mi soffermo sul planare

di mordenti emotività passate.

Suppliscono un docile vento

capace scompigliare riccioli di passione

sbriciolata nei sotterfugi del tempo

e nei verbi ruvidi indimenticati.

Eppur quell’alchimia nel fiotto sottovoce

ancora sa rincorrere girotondi di luce

impalpabili richiami trafelati

negli sguardi scivolati dalla mente.

@Silvia De Angelis 2016

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SENZA PAUSE DI DENSITA’

Soggioga

il vento

quei segreti che rendono miope lo sguardo.

Ozia nel ricomporre

il karma di passati eventi.

E’ specchiato nell’ossimoro coinvolgente

istanti contraddittori.

Liberano l’emotività

in un sogno senza tempo

marcando il rilievo d’una canzone

nel tornante d’un ritmo

senza pause di densità….

@Silvia De Angelis 2021

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OLTRE LE COSE

Faticose tolleranze

nel dì pesante

affranto dall’incarnazione

di logore stagioni.

L’attimo deluso

accosta sguardi sbiaditi

al confine d’emozioni

rammendate a forza

in un limbo disuguale

mentre sperona

con presunzione

uno spiaggiato

comodato d’uso

oltre le cose

in labile misura….

@Silvia De Angelis 2020

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NEI DINTORNI DELLA MEMORIA FEMMINILE

quandolamentesisveste

Una sensibilità spiccata e una visione oltremodo ampliata del percorso di vita, sono doti che caratterizzano la personalità femminile, dandole la possibilità, attraverso anche una genetica fisica di notevole portata, di rendere rilevanti, le mansioni della memoria, nel suo arco esistenziale.

Un’attenta cura nelle manifestazioni che man mano accadono nel viavai del tempo, permettono alla donna di focalizzarne, con attenzione, il significato, analizzando ogni sfumatura che si è resa consona ad un evento e che ne ha corredato la struttura, rendendola assai eloquente nel messaggio mentale.

L’insieme di quei concetti, strutturati nell’andare delle stagioni, hanno impresso, nell’intelletto femmineo, transiti essenziali che lascerebbero individuare l’atteggiamento più razionale da seguire, a seconda dell’impatto che hanno posato, in lei, i ricordi vissuti.

Reminiscenze sfocate, o precise, di avvenimenti che in qualche modo hanno segnato una tappa nell’immaginoso, rendendola suscettibile alla sua registrazione, e in quel caso, l’esperienza acquisita, permettano all’indole, d’affrontare il fatto…

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NEI DINTORNI DELLA MEMORIA FEMMINILE

Una sensibilità spiccata e una visione oltremodo ampliata del percorso di vita, sono doti che caratterizzano la personalità femminile, dandole la possibilità, attraverso anche una genetica fisica di notevole portata, di rendere rilevanti, le mansioni della memoria, nel suo arco esistenziale.

Un’attenta cura nelle manifestazioni che man mano accadono nel viavai del tempo, permettono alla donna di focalizzarne, con attenzione, il significato, analizzando ogni sfumatura che si è resa consona ad un evento e che ne ha corredato la struttura, rendendola assai eloquente nel messaggio mentale.

L’insieme di quei concetti, strutturati nell’andare delle stagioni, hanno impresso, nell’intelletto femmineo, transiti essenziali che lascerebbero individuare l’atteggiamento più razionale da seguire, a seconda dell’impatto che hanno posato, in lei, i ricordi vissuti.

Reminiscenze sfocate, o precise, di avvenimenti che in qualche modo hanno segnato una tappa nell’immaginoso, rendendola suscettibile alla sua registrazione, e in quel caso, l’esperienza acquisita, permettano all’indole, d’affrontare il fatto con una dinamica più positiva e vantaggiosa per l’ego.

L’ego femminile, infatti, è in grado di iscrivere, con particolare cura, i fatti salienti della vita, soprattutto quelli inerenti la sfera emotiva, assai accentuata, probabilmente perché compito della donna è di essere, fra l’altro, una madre attenta alle esigenze più peculiari della sua prole.

Inoltre ella vive il sentimento d’amore in modo totalitario, carente d’egoismo, per cui nel suo limbo ideale questo trasporto d’emotività, spiccata, si articola nelle forme più svariate e intense.

Anche la depressione, caratteristica talvolta di menti femminili, si può considerare  una forma di decadimento della memoria, che ha perso la sua verve e la sua vitalità,  mettendo così da parte, il ricordo di felici circostanze, intinte nella parabola del vissuto, per precipitare in una dimensione di buio, nella quale è assai complicato ritrovare uno spiraglio di luminosità.

Particolare creatività e disinvoltura nello svolgere contemporaneamente più di una mansione alla volta, rendono assai efficace l’associazione di idee nella donna, sempre pronta a rimettersi in discussione nelle contingenze del momento, che si rifanno, spesso, a ricordanze del passato.

Molte menti femminili sono dotate di ecletticità, virtù di rilievo, nella quale la memoria ha un ruolo essenziale, per la sua capacità di dettare, in contemporanea, nozioni variegate, celate nei meandri più segreti del cervello e che permettono all’interessata di sbizzarrirsi in settori artistici, ma anche in azioni quotidiane, molto diverse tra loro.

Si può rilevare quindi, la peculiarità e gradevolezza nella scrittura delle donne, resa davvero considerevole per quell’assaggio profondo, di apparenze e simboli, accantonati nella ragione e arricchiti, di quella speciale mimica, che sappia donare un effetto imperante al lettore.

Si può citare, ad esempio, a cento anni dalla sua nascita, la scrittrice  e sceneggiatrice Marguerite Dumas, dotata di personalità inquieta, estrosa ed anticonformista, vissuta nel culto della libertà, intinta nella scrittura e arte cinematografica, strettamente connesse tra loro, tanto da identificarsi.

Anche se è difficile comprendere il concetto di mente, perché racchiude in sé una serie infinita di astrazioni, è più semplice raffermare il pensiero di memoria, perché nella sua crescita permetta di definire, a linee decise, la sagoma di una personalità e “di più”  tutta al femminile…..

@Silvia De Angelis

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VITE PASSATE

Quella sera Giorgia era stanchissima e non vedeva l’ora di coricarsi per dimenticare tutti i disagi della giornata e rilassarsi in un bel sonno lungo e tranquillo.

Infatti appena giunta nel suo miniappartamento, tolti tutti gli indumenti del giorno, carichi di quell’elettricità che l’aveva accompagnata nelle ore trascorse, fa una doccia caldissima e ristoratrice, per poi tuffarsi a letto..

Un letto fresco e accogliente in cui disperdere emozioni negative e ritrovare quella pace interiore necessaria a ricaricarsi…

Arrivano le prime immagini ipnagogiche nella mente, premonitrici del sonno vero e proprio, e finalmente Giorgia precipita in un vero e proprio letargo notturno.

Immagini colorate e situazioni irreali la immergono in un immaginoso fantastico in cui tutto diventa possibile anche le situazioni che ha vissuto nel vero, modificate a suo piacimento.

Ma ecco ,nel mezzo della notte, farsi forte un rumore assordante, che sveglia di soprassalto la ragazza….spaventata e ancora insonnolita. Giorgia, cerca di capire da dove provenga quello enorme frastuono e dopo aver acceso la luce e aver indossato una vestaglia, inizia a girare per casa e a guardarsi intorno e si accorge, stupita, che il vecchio orologio di famiglia, vibrando, procura quel rumore assordante. Avvicinatasi all’oggetto lo sfiora con le mani ed ecco materializzarsi una figura sfumata d’uomo, che con voce importante,  dice quanto ci sia voluto  per poter attirare l’attenzione della donna. Sbigottita Giorgia e molto timorosa, chiede allo enigmatico personaggio, chi sia e perché si trovi in quell’appartamento.

Mi chiamo Edoardo,  sono un tuo antenato  e ho voluto parlare con te perchè so che in questo momento la tua vita è complicata e hai bisogno di qualcuno che ti stia molto vicino…la ragazza è ancora più sbalordita  e chiede a quella misteriosa presenza come faccia a sapere tanto.

Edoardo si presenta, con molta semplicità, e dice di aver camminato sempre in silenzio nei dintorni della vita della ragazza e di voler partecipare affettivamente all’esistenza che le si propone .

Giorgia pensa di vivere un sogno e si scuote un pochino per cercare di svegliarsi, ma inutilmente la realtà che la circonda rimane inequivocabilmente la stessa.

Senza perdersi d’animo inizia a leggere un libro, cercando di arrivare, all’alba, e sperando, fra sé che quell’incubo abbia fine.

Al mattino si veste frettolosamente, mettendo da parte qualsiasi pensiero che le procuri ansia e finalmente, fuori casa, cerca di respirare profondamente e stare tranquilla…ma improvvisamente inciampa, in un marciapiedi scomposto, e avverte una forza esterna che l’aiuta a rialzarsi e la proietta in una dimensione diversa …. del passato, forse primo novecento, ove Giorgia, stranamente, si sente veramente a suo agio e reinterpreta una sua vita precedente, della quale, inconsciamente aveva sempre sentito la mancanza…

Edoardo l’avvicina con dolcezza, offrendole un bouquet di fiori variopinti, che disperdono nell’aria un profumo d’amore….

@Silvia De  Angelis 2021

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RUPE LOQUACE

Occhi in vertigine

nella memoria mediatrice

d’un vincolo

che accendeva un bagliore.

Attesa d’un fotogramma d’amore

nella via desolata

ma d’ascolto raddolcito

poesia d’un peccato.

Rossi fuochi

s’incarnano in gelidi enigmi

ove la vita balbetta basita

su premature ceneri

nell’anfratto introvabile

di rupe loquace…

@Silvia De Angelis 2021

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LA PREVISIONE

Ha appena salutato il suo ragazzo, Sabrina, e si reca a casa perché all’indomani ha una giornata molto faticosa.

Finalmente si corica, e cerca di svuotare la mente dalle varie preoccupazioni della vita, per provare ad addormentarsi presto.

Improvvisamente, il buio della sera, viene interrotto dal una luce fortissima, che si staglia sulla finestra, della stanza della ragazza. Sbigottita, e anche impressionata Sabrina si alza velocemente, cercando di capire da dove provenga quel faro abbagliante…prima che si renda effettivamente di quanto stia succedendo, inizia ad ascoltare una voce metallica che le dice, di essere stata prescelta, per un’osservazione della sua persona sul pianeta  Oibaf e quindi dovrà prepararsi quanto prima per affrontare il viaggio, in astronave, onde raggiungere la nuova meta.

La ragazza pensa che stia sognando, e si stropiccia, a forza, gli occhi per cercare di destarsi, ma la voce del suo interlocutore, con tono perentorio, le impone di camminare sul flusso della luce, per poter partire alla volta di Oibaf.

In men che non si dica Sabrina si trova a bordo d’un veicolo supersonico, e velocissimo, che si dirige alla volta del luogo prestabilito. A bordo della navicella si muovono dei robot, che hanno il pieno comando dei veicolo. I robot, con voce decisa, cercano di tranquillizzare la donna, promettendole che all’arrivo a destinazione, si troverà a suo agio nel loro mondo.

La velocità dell’astronave inizia a diminuire, e dai suoi oblò,  la nostra protagonista intravede un paesaggio colorato, e molto invitante, per le sfumature che riserva, allo sguardo, molto incuriosito.

Una donna eccentrica d’aspetto, non proprio umano, la accoglie al suo arrivo, e l’accompagna in quella che sarà la sua dimora.

Sabrina chiede delle spiegazioni, intimorita, e Aifa (questo è il nome della donna) le spiega che occorrerà che si realizzi una profezia, tramandata dagli avi, che prevede che un essere umano, si congiunga con un individuo della loro specie, per generare un figlio speciale che dovrà regnare sulla loro terra.

La ragazza impaurita cerca di scappare….ma si rende conto che non ci sono molte vie d’uscita. Allora finge di prestarsi alla situazione e chiede di conoscere quello che sarà il suo partner.

Eccolo Ocram… il futuro compagno di Sabrina… si fa avanti baldanzoso, sfiorando la mano della ragazza e cingendola con un delicato abbraccio.

Sabrina vorrebbe essere furiosa, ma in realtà la dolcezza di quel delicato approccio con Ocram, l’ha lusingata molto e, fra sé, desidera conoscerlo più a fondo. Infatti dopo poco tempo si trova in un alloggio con lui ed è sempre più ammaliata dal fare di quell’essere così diverso, ma così stranamente amabile.

Mentre si lascia andare alle carezze del partner, viene improvvisamente tramortita da un corpo contundente e perde i sensi.

Dopo giorni di cure, Sabrina riprende conoscenza, e le è reso noto che  Aloa, una donna innamorata di Ocram, la aveva colpita per gelosia. Quindi starà a Sabrina  decidere se punire l’avversaria, con la morte, o con un trasferimento in una galassia buia.

La nostra ragazza, nel frattempo, si meraviglia sempre più del desiderio inconscio di stare vicino ad Ocram e di accarezzarlo ovunque.

Ocram la cerca, e col suo fare, molto suadente, l’avvicina a sé, facendole capire di volerla amare completamente.

Sabrina cede alle richieste di Ocram, e non sa spiegarsi come  sia  potuto avvenire tutto questo cambiamento di vita in lei…. ma, in un flash inaspettato,  ricorda di una previsione stranissima che le aveva fatto da piccola la nonna….che ora intravede, gioiosa, in un cielo stellato…..

@Silvia De Angelis 2021

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Gioielli Rubati 134: Ginevra DellaNotte – Silvia De Angelis – Mariangela Ruggiu – Maria Natalia Iiriti – Roberto Ingle – Andrea Magno – Elvio Cipollone – Franz Poeta.

still life in chiaroscuro: opened antique book, a swan feather and a red rose in a vase

Posted on

Questo numero della rubrica è visibile anche qui:
https://ilmondodibabajaga.wordpress.com/
ringrazio Daniela Cerrato per la gentile, amichevole, collaborazione.

sorreggimi
prima che l’albume della memoria precipiti
nelle fogne
fa che dorma quel sonno promesso sull’orlo
della mano
accarezza ginocchia dalla testa china
che aprono la volta al cielo
espirando rosari gaudiosi
chi ricorda che una donna è nata bambina?
suturAmi l’aria che non respiro
suturAmi bocca al reato
suturAmi l’ala caduta di fianco
sutura – rami – ami
voglio addormentarmi
con il cuore imbastito

di Ginevra DellaNotte, qui:
https://www.facebook.com/ginevra.dellanotte.1

*

Tocco di fioretto

Su un’iperbole di nubi assorte
si muovono
in una realtà quasi sconcertante
le parole.
Assemblaggio di sillabe
forse
scontate
ma in grado di decodificare
impatti essenziale.
S’adagiano sul castello della mente
attenta al taglio colloquiale
e al suono allusivo
ma pronta al fine
a gestire un tocco di fioretto.

di Silvia De Angelis, qui:
http://silviadeangelis.scrivere.info/index.php?poesia=498057&fbclid=IwAR1VVtbxujht-aQxXZ6ML9O4cviPZlMfaFxWXFM23NNql3duIDcO1ZNn4-g

*

sono straniero in questo mondo
dove tutti parlano una lingua diversa

come se fossi fuori posto mi guardano
mi controllano sotto i vestiti
il colore del sesso le iniziali incise

io non li conosco eppure hanno la mia stessa forma

chi mi ha fatto in questa colpa
chi mi ha chiuso in questa gabbia
chi scrive la legge sa dell’inganno

ho un corpo perfetto
ho un cuore perfetto
un desiderio d’amore

chi scrive la legge ha fatto l’inganno
così mi inchioda al suo errore
io che dell’amore non conosco la forma
non conosco la legge

io che rispondo al progetto
del pensiero perfetto di dio

di Mariangela Ruggiu, qui:
https://www.facebook.com/mariangela.ruggiu

*

Il mare che dovrai attraversare

Ho tre poesie da leggerti stasera
la prima è nella menta
che rinfresca il tuo ricordo.
La seconda nel mare
che dovrai attraversare.
Conserva tra le labbra il ruvido ricordo del miele:
ti aiuterà a proteggere dal sale le tue parole
e a rimuovere la rabbia
che colpirà gli scogli.
Diventeranno livide le tue labbra
come i petali di una rosa rara.
E sulla tua fronte
chicchi acerbi di sudore,
lacrime che non vogliono scendere,
ma salgono per ricordare le ragioni del viaggio.
Questa poesia, amore, profuma di mare.
quello che abbiamo conosciuto da piccoli
sulle barche di legno disposte in processione.
La verità non è nel mare
ma nel sale, che trasforma i pensieri
nelle decisioni di partire.
Lacrime e sudore si contendono il sale,
il viaggio
la fatica,
l’amore.
Immagina, fra le tue labbra,
il timido sapore dei miei baci,
forti, come il morso dell’onda.
Ti aiuterà a sopportare il mal di mare
che procura la nostalgia e il dubbio di restare.
E quando sarai esausto
di lottare coi fantasmi della ragione
e contro i mulini a vento della sopportazione
imparerai a memoria i racconti dei compagni di sventura.
Il mare, di notte, incontrerà la costa,
nella cronaca di un destino anteriore.
Non confondere le luci della piccola città
con le stelle che guidano i tuoi passi verso il tuo cammino.
Fa che il viaggio sia forte,
conservane la speranza e la memoria,
in attesa di altri mari da attraversare,
altro sale da inghiottire.
Ho tre poesie
da leggerti stasera.
La prima sa di menta.
La seconda di mare.
La terza di te.

di Maria Natalia Iiriti, qui:
https://www.facebook.com/profile.php?id=100006446444907

*

IL CAMALEONTE

Dopo la tempesta torna sempre il sereno.
Il camaleonte
s’imbarazza e confonde quando si posa sull’arcobaleno.
Siamo mutevoli.
Sognatori seriali.
Esploriamo abissi
penetriamo anime e fondali.
Cambiamo pelle e voce
poi alla fine
si muore tutti in croce.

di Roberto Ingle, qui:
https://www.facebook.com/roberto.ingle

*

UNA GABBIA

Accompagnando memoria
lungo questa strada
nessuna nostalgia di me,
sono onda
che il vento sospinge
nel reticolo relazionale
del paradosso del tempo,
una convenzione,
dove ho nascosto
– tra una lacrima e un sorriso –
parole su parole,
al sole che non riscalda,
non ho pace
per il tempo che non vedo
dal mio angolo cieco,
una dissonanza,
avevo scritto il futuro,
ma
non so più dove andare.

Di Andrea Magno, qui:
https://www.facebook.com/andrea.magno.7587

*

Scarpe di tela

Nel vento secco di polvere e fieno
l’ombra indecisa d’un salice nano
le palizzate di filo spinato
e l’implacabile sole montano.

Una ragazza distesa sull’erba
attende l’uomo che le dorma al fianco
non ha regali se non un sorriso
donato con grazia e senza imbarazzo.

Avevo un’amica sull’alto piano
andavamo in giro coi piedi scalzi
ed era bello sbucar tra le canne,

ora che il tempo l’ha tutte piegate
vorrei coricarmi infine sull’erba
solo – al ricordo d’una notte acerba.

di Elvio Cipollone, qui:
https://wordpress.com/read/feeds/1124318/posts/2631810393

*

Où la neige devient feu?

Le note dolcemente inconsuete
portano via gli ultimi demoni.

In un oceano di stelle
salpano mesti gli argonauti
nelle scialuppe di legno e spago.
In una movenza di onde
cola a picco il gran veliero,
si inabissa l’isola del tesoro,
urtando in un frastuno d’ali
le labili speranze dei sognatori.

Siamo in credibili coincidenze.

Il sole sorge fra le valli e le vette,
attraversando i boschi e le radure
sui sottili fili d’erba della pianura
e fin dentro le grotte d’oro e diamanti.

Siamo sempre motivo e mai causa.

Viviamo fra le pieghe d’un incanto,
uno stato d’animo immaginario,
un riflesso su uno specchio d’acqua,
l’artificioso lamento creato dal vento,
come giocolieri su trapezi d’argento,
fino alle ultime carezze dell’alba.

(Portiamo sprovveduti schiocchi di risa, sugli istanti lievi, e, sui grevi.)

di Franz Poeta, qui:
https://franzpoeta.wordpress.com/2020/10/18/ou-la-neige-devient-feu/

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IL CANTO DELLA LUNA

Marco Bassi è con Silvia De Angelis.Amministratore · ·Dedica a Silvia De Angelis@L’amministrazione🌹

Ringrazio l’autore Marco Bassi del gruppo facebook “MUSICALITA’ ED ESPRESSIONI DELL’ANIMA” per avermi dedicato questo tag , riguardante la mia poesia “IL CANTO DELLA LUNA” 6 MARZO 2021

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RESPIRANDO LA VITA

Nel filo labile posato su passi assorti

incanti e disincanti

fan leva sul mio profondo

marcando la levità dell’asse

che stenti d’equilibrio

nell’enfasi di un’overdose

Nei chiaroscuri e ridondanze d’ombre soffuse

s’intrecciano fosche accentuazioni

di realtà fumose o cangianti

colorano di rosso

il magma disciolto nel vento che mi sfiora

S’ accentuano i suoni della vita

inebriando uno strabiliante vuoto d’aria

nella possenza

d’un soffio d’agave inviolato

fra le mani a respirare…

@Silvia De Angelis 2011

RECENSIONE ALLA POESIA DELL’AUTORE  FILIPPO FENARACarta Carbone: “Respirando La Vita” di Silvia De Angelis Ho scritto, in passato, di poemi incantevoli di Silvia De Angelis, ma con il tempo mi ha pervaso l’intenzione di condividerne l’inestimabile valore aulico assieme alla realizzazione di non avere le giuste competenze per commentarne i componimenti. Perchè, per quanto mi ostini a non vedere il mondo nella sua forma piramidale ma come un vascello dove tutti, dico tutti, siamo mozzi con gli stessi diritti e doveri, la realtà è che Silvia De Angelis, lo dico molto serenamente, stanzia ai livelli apicali della poesia classica italiana e, nel suo contesto, ha scavato un gap importante, non credo per ambizione ma per talento ed indole naturale. Però, conoscendola ogni giorno di più, devo anche sottolineare che, come tutte le grandi persone, la poetessa romana non fa pesare questo evidente divario, condividendo le mie “cose” sul gruppo Facebook, mostrandosi sempre gentile ed amichevole nell’accogliere le differenze come motivo di crescita reciproca. Un po’ come se Cristiano Ronaldo mi telefonasse per andare a fare due palleggi… (Filippo Fenara autore purtroppo deceduto il 10 aprile 2021)

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